L’ulivo

Era proprio così: un olivo maestoso, ricco di foglie verde argento. Lo si vedeva anche in lontananza ed ispirava pace e serenità.

Era: è triste dire così come di qualcosa di finito, di perduto, di morto. Era.

Eppure, è vero. Il grande ulivo non è più così.

L’inverno scorso è passato il gelo anche qui all’Eremo: come quasi dappertutto gli ulivi si sono spaccati nella corteccia, si sono seccati nei rami, hanno fatto le foglie raggrinzite e secche.

Una stretta al cuore vederli! Sembrava che fossero diventati invece del simbolo della pace, simboli di desolazione, di distruzione, di fine.

L’Eremo aveva perduto una delle sue bellezze, una delle sue ricchezze, un elemento della sua pace profonda.

Tutti ne restammo amareggiati.

Passò l’inverno: gli ulivi sembravano pietrificati. Niente che accennasse vita.

Poi, la primavera… con occhi attenti e premurosi si andò a guardare spesso gli ulivi perduti. Poi… una fogliolina quasi alla base del tronco, poi un’altra… alcuni ulivi erano ancora vivi!

Bisognò aspettare e dopo qualche altro mese le foglioline diventarono polloni; e crebbero fino all’altezza di un metro.

Allora… la motosega tagliò i tronchi poco sopra la radice (che lamento sembrava il suo rumore!).

E i polloni quasi riuniti in cespuglio sembrarono piante giovani, messe da poco, pronte allo sviluppo della vita! Così il grande ulivo è.

E ripete la sua parola di pace.

Ed è il più basso, non si vede molto, ma non importa, crescerà. E gli vogliamo più bene, adesso. La pace che ispiravano le sue fronde è ora una pace che è passata attraverso la bufera, ha rasentato e superato la morte.

Adesso la pace dei suoi polloni è una pace nuova sgorgata dalla battaglia, una pace piena di speranza.

Si avvicina di più alla pace che l’uomo cerca e non trova.

Perché la pace non è assenza di dolore, di lotta, di sforzo. La pace è effetto di coraggio, di mortificazione, di rinunzia, di amore, di inesauribile speranza.

È la pace che nasce ai piedi di un tronco, ai piedi del tronco della Croce.

Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 113)

(Continua)

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