La fontana del viale
Sembrerebbe, a vederla così, la fontana di una antica villa, ma la staccionata a semplici tronchetti la rivela; è la fontana dell’Eremo.
Giù in fondo al viale ombroso di castagni essa si annunzia chiocciolando. L’acqua scende in rivoli dai canaletti della conca in peperino e scivolando lungo il muschio verdissimo cade nella grande vasca a semicerchio.
È una musica gentile che non disturba perché non è fragorosa: è viva. L’acqua sembra che parli al silenzio.
Quanto è pura quest’acqua! Scende giù dalla sorgente a monte, fresca e limpida. È una gioia a berla tanto è lieve.
Prima di arrivare alla fontana una parte di essa è già salita al convento. Questa qui è, invece, quella che andrà giù, ai prati, ai campi, al frutteto, all’orto, al pollaio, al giardino…
Ecco: riempie la fontana e scompare; va nei canali sotterra e poi ricompare più giù, viene sparsa nei solchetti dell’orto, va a rinfrescare le radici degli alberi, va a levare la sete alle rose, ai gigli, alle margherite… e va pure al piccolo laghetto al pollaio per dare frescura alle anatre, alle oche, alle galline che dai bordi si sporgono con precauzione a berla… ed anche le api ci vanno.
Acqua che corre, senza fermarsi. Pare che abbia fretta di compiere la sua missione. Sa di essere attesa. Sa che sgorga dalle pietre del monte per servire… Sa che da lei dipende in gran parte soprattutto nei mesi di calura, la vita di tanti esseri viventi… Darsi fretta nel servire è segno di Carità!
E sa pure che, prima di tutti, l’uomo ha bisogno di acqua… e per questo sale, con una spinta di forza, al Convento.
Senza pretese, modestamente: sa che prima assai di lei l’uomo ha bisogno di diventare egli stesso “sorgente d’acqua zampillante in vita eterna”. Per questo si presenta umile a levare l’arsura del corpo.
Per quella dell’anima c’è la misericordiosa Grazia del Signore per estinguerla nel vero Amore “non avrai più sete…”.
Quante cose dice la fontana che chiocciola!
Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 117)
(Continua)
