Il motocoltivatore
Strettamente parlando questa non è “una voce” ma piuttosto un rumore e spesso istintivamente poco gradito. Ma, in fondo, proprio in fondo, un significato ce l’ha, una parola pare che voglia dirla, una certa armonia pare che voglia tirarla fuori anche se il tono è metallico e duro.
Chi è? è il nostro motocoltivatore, piccolo, docile e servizievole, con rarissime impennate di protesta per la fatica o questioni interne (sento dire) di bulloni che si allentano o cose del genere.
Pronto a prestarsi per svariate funzioni: o caracolla con il suo carrello dietro, carico di molteplici cose: secondo le stagioni anche di concime, e lo fa con disinvoltura (ma noi lo trattiamo bene, in modo che non si insudici).
Oppure porta la fresa, l’aratro, l’assolcatore agganciato dietro e allora morde la terra, la rovescia e il colore del campo passa dall’ocra al bruno di Siena.
Certo quando fatica forte lo si sente: il suo cuore di acciaio batte forte, calmo, ma poderoso: sta sicuro ed obbediente condotto dalla mano del guidatore che lo indirizza e lo incoraggia a scendere nella terra ed a rovesciarla onestamente, senza finzioni.
Certo, non è un animale che ti guarda con i suoi occhi buoni e ti lecca la mano quando, dopo il lavoro, gli dai da mangiare. Lui beve gasolio e tira duro; e non ti lecca la mano quando gli rifornisci il serbatoio.
Evidentemente tutto è diverso: Pippetto (è il suo nome) è una macchina e l’ha costruita l’uomo. Ma noi Pippetto, quando è stato acquistato, lo abbiamo subito adottato ed è entrato, a modo suo, a far parte della Comunità. Gli vogliamo bene, lo custodiamo con attenzione e lo curiamo subito se qualche male minacciasse di attaccarlo. Non lo ha creato direttamente il Signore, ma lo ha destinato Lui per qui, per l’Eremo: anche in questo ha agito la Sua Provvidenza.
È ancora abbastanza giovane Pippetto e ci tiene: pare che goda quando, dopo il lavoro, gli si puliscono le ruote e si passa un cencio sulla carrozzeria impolverata.
Un po’ per volta, a volergli bene ed a stimare quello che fa e come lo fa, anche il suo rumore diventa voce e non dà fastidio. E un amico-macchina che collabora con noi, anche se in minima parte, al piano di Dio sul creato.
Ed il Signore ce lo ha affidato perché ci aiuti affinché, come diceva un illustre, carissimo amico “ogni zolla realizzi la sua vocazione”.
Così anche Pippetto lavora, fatica, parla in Dio e per Dio.
Parole dall’Eremo
Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 123)
(Continua)
