Il nido nel geranio
Se ne sono andati. Era da giorni che recandoci ad innaffiare il geranio pendente all’ingresso dell’Eremo, si stava attenti a non fare andare acqua a sinistra vicino al bordo dove c’era un nido proprio nel vaso del geranio pendente, con cinque ovetti. Forse cardellini?
Cinque ovetti nel fondo: spesso la mamma non c’era, forse in giro a cercare muschio e morbidi ciuffetti di erba secca; poi tornava, si metteva sugli ovetti e diventava tutta gonfia per le penne arricciate. Non aveva paura di noi e noi le volevamo bene.
Un giorno, dal soffice fondo del nido vennero fuori quattro testine implumi, a bocca spalancata ed occhi chiusi: dormivano aspettando il cibo. Poi dopo qualche altro giorno emersero i corpicini non più implumi; quattro su cinque uova. Dovevano proprio essere cardellini, il pigolio era gentile ed armonioso.
Intanto era successa una cosa strana, ma vera, proprio vera. Il geranio si era spostato tutto da una parte per non dar fastidio al nido. Spostato o forse solo piegato da una parte: ma il geranio pendente mentre prima scendeva da una parte e dall’altra del vaso, ora era andato tutto da un lato solo, lasciando un bello spazio libero dall’altro.
La cosa comunque ci commosse: quel vaso di geranio era un quadro di comunità e di comunione fraterna. Dare posto per la vita da parte del geranio: dare voce al geranio da parte degli uccellini…
Come fa bene le cose il Signore, come spesso le guastano i suoi figli!…
Ora il nido è vuoto. Non li abbiamo visti partire i cardellini, ma non ci sono più.
Non abbiamo levato di lì ancora il nido: ci farebbe tristezza. Ma non potrebbe servire agli uccellini fatti adulti, nostalgici di un ritorno? E nemmeno a qualche altro uccellino?
Bello in una fioritura abbondante e luminosa, sempre tutta da una parte pare che anche il geranio aspetti.
Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 125)
(Continua)
