Uno stemma (ma non lo è)
Lo avevo visto da principio, su tante case. Quelle antiche, certo. L’avevo riconosciuto. San Bernardino da Siena è passato di qui. Il suo crittogramma! IHS, Gesù!
Ne avevo desiderato ardentemente uno, ma antico. Non si trovava. Le case, anche restaurate, anche rimodernate, se l’erano tenuto solidamente murato sopra l’uscio d’ingresso.
Finalmente, un antiquario amico mi aveva chiamato di sulla porta del suo negozio; mi aveva detto che nella sua cantina ne aveva trovato uno… grande, bello, antico… ma a pezzi. Me li volle regalare, confuso che fosse in molto cattivo stato. A me non parve vero. Lo portai all’Eremo, lo ricomposi su di un tavolo… c’era quasi tutto… Mani sapienti ed affettuose lo sistemarono.
Ed eccolo qui, sulla parete del refettorio. Quando è il tramonto, dalla finestra entra un raggio di sole, che al tramonto è quasi sempre rosso, e lo pennella di sangue…
Il nome di Gesù, tante volte bestemmiato, colpito, cancellato, apparentemente distrutto… a pezzi… non sarà mai, non sparirà mai dalla terra sulla quale incessantemente s’immola fino all’ultima Messa.
Eccolo; nel fissarlo al muro si è cantato: Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!
Ecco, lo guardo… dalla finestra entra un raggio di sole al tramonto… e lo pennella di Sangue.
Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 129)
(Continua)
