La facciata dell’Eremo

Una facciatina minuta: questa è certamente la Chiesa dell’Eremo. Rami di rampicanti dalle foglie verde rossastro la tagliano da un angolo all’altro; e la facciatina si percorre tutta con un rapido colpo d’occhio.

Un rosone, una finestra rettangolare con vetri antichi, un’altra finestrina quadrata, il portone e, sopra, una nicchia.

Aguzzando la vista si scorge dentro la nicchia un piccolo busto in terracotta; deve essere S. Antonio, la chiesina si intitola a lui.

Andito Eremo Sant' Antonio Viterbo
Andito Eremo Sant’ Antonio Viterbo

La parete dell’Eremo si appoggia al fianco della Chiesa; a destra l’ingresso. Si intravvedono sedili laterali di pietra ed in fondo una porta massiccia. È un andito per bussare ed aspettare al coperto.

Quanti occhi avranno nei secoli guardato questa facciata! Quante persone si saranno sedute su quelle panche di peperino attendendo che si aprisse la porta… e per quante ragioni!

Quante giovinezze, con l’offerta in mano della propria vita, avranno bussato a quella porta! Quanta forza di Fede, quanto coraggio d’Amore, quanta ricchezza di immolazione sono state vissute in quell’andito!

Terminato di salire le scale si arriva lì dinnanzi e ci si ferma con un senso di profondo rispetto… è misterioso quest’andito… in questo momento non c’è nessuno, ma non è vuoto…

Quanti sono passati di qui, quanti sono venuti qui a cercare Dio, quanti sono venuti qui ad offrirsi e quanti hanno accompagnato chi veniva ad offrirsi… quanti tagli dolorosi e gaudiosi, quanti generosi distacchi… quanti lieti ritorni nella Comunità fraterna, forse anche qualche triste partenza…

Quanti, entrati qui, sono ora nella schiera dei Beati e dei Santi!

In quell’andito è passato anche un Pontefice venuto a trattenersi, dicono le Cronache “in benigno colloquio con i frati, benedisseli e lasciò per le vestimenta loro una copiosa limosina”.

In quest’andito è passato anche, travestito da prete per non essere riconosciuto e catturato, un famoso brigante in cerca di confessore e di perdono per i suoi molti omicidi…

E qui venne pure, anni fa, un frate molto anziano per rivedere il luogo della sua entrata in noviziato, a 16 anni… Si fermò alla base della scalinata, guardò la facciata con occhi carezzevoli, ed un sorriso di beatitudine. Poi salì, entrò nell’andito, si fermò dinnanzi alla porta e fece un grande segno di Croce sussurrando “Grazie, Grazie Signore”. La voce gli tremava.

Ma davvero: l’andito non è vuoto

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 28).

(Continua)

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