La Madonna dell’accoglienza

Se non vuoi scendere al piazzale della chiesina, dove è pure, a fianco del portone d’ingresso ad essa, uno degli ingressi all’interno dell’Eremo, si deve voltare a sinistra e percorrere il sinuoso “viadotto” che porta al piazzale dei pini dove è l’antico principale ingresso.

II viadotto sospeso su archi di pietra si fa bene a piedi ed anche in macchina. E sovente si passa da lì. Ma ciò che è bello è, non appena usciti dal piazzale della Chiesa e costretti a fare una curva piuttosto secca, trovare addossata ad un arco nascosto, ma visibilissimo… chi? La Madonna dell’Accoglienza.

É una statuina in pietra, d’un gotico tardivo (una copia certo, ma bella!) che porta in braccio il suo Bambino e si avanza, un po’ ondeggiante nel portamento, con un sereno, arguto sorriso, come uscendo di Casa, verso qualcuno che arriva. Non la si può non vedere; pare che venga ad offrirti subito il Suo Divino Tesoro e che ti dica: “Benvenuto, ecco, ti aspettavamo: e ti porgo Colui che vuol restare sempre con te”.

Quanto è simpatica quella Madonnina! Con quel Suo buon gesto e quel Suo sorriso compiaciuto per chi arriva e per Quello che Ella gli può offrire! E sta lì, quando il sole splende, quando ci sono nubi buie, quando scroscia la pioggia, quando, come l’altro giorno, si scatena la grandine, quando urla il vento.

Sta lì. Con il Suo sorriso, che non è di pietra. Con il Suo sorriso che cambia, (saranno le varie luci del giorno o della sera?) che sembra essere diverso per ognuno, amichevole e materno per tutti. Sta lì. Con qualunque tempo, bello o brutto: pare uscita di Casa per venire incontro con il Suo Figlioletto e passarLo subito, dalle sue, nelle braccia di qualcuno.

È una Madonna casalinga senza particolari atteggiamenti contemplativi. Sì, ha una corona in testa, ma te la dimentichi. L’artista ha fatto questa Madonna quasi un po’ “forzata” dal peso del Suo Bambino Divino. È una Mamma che fatica felice. È tanto familiare… che ti viene di dirLe “Vergine Santa, come stai?” e di sentire “E tu? quanto tempo ti trattieni? Resta con noi…”.

Ma che lezione dà quella statuina che pare di pietra… Saper accogliere, saper sorridere, con un sorriso buono e candido, a tutti, con tutti i tempi, belli e brutti… nel silenzio stupendo della natura, nel rumore dolorante del mondo… saper umilmente offrire una accoglienza piena del Signore.

Madonna dell’Accoglienza, prega per noi!

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 31).

(Continua)

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