La foresteria
Comunemente è definita “la Foresteria”. È la prima porta che si apre nell’andito a destra non appena varcato il portone. Dopo di essa il corridoio d’ingresso è sbarrato da un’altra porta che immetteva, in altri tempi, nella clausura.
Oltre questa porta non potevano andare le donne.
Oggi non è più così. L’Eremo è aperto in piena accoglienza, ma la “foresteria” ha conservato il suo nome.
Quanta gente è passata di lì!
Quanti hanno atteso il rumore dei sandali sul pavimento per riconoscere l’avvicinarsi di una persona cara!
Quanti colloqui di gioia o di pena si sono svolti lì! quante offerte silenziose, coperte di sorriso, hanno raggiunto da lì il cuore di Dio!
Quanti santi proclamati, quanti santi ignorati sì sono fermati lì!
Anche un Papa. Un piccolo quadro racconta dalle “Cronache”. “Gregorio XIII addì 16 settembre dell’anno del Signore 1578 sul tardi del dì fece una devota visita al Convento, si stette in benigno colloquio con i frati, benedisseli e lasciò per le vestimenta loto una copiosa limosina”.
Anche un brigante noto in tutto il contado, Tiburzi, venne travestito da prete per una grossa “taglia” che gli pesava addosso, a confessarsi da Padre Gioacchino dei suoi tanti omicidi…
Quante persone, quante anime, quante bellezze, quanti drammi! E silenzio totale, luminosità vaga che viene dalla finestra aperta sul minuscolo chiostro: pare cogliere echi lontani…
È pace, è conforto, è richiamo, è senso di vita eterna…
Ma forse in “Foresteria” è entrato Qualcuno?
(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 37).
(Continua)
