Una maratona mariana per invocare la fine della pandemia che si è conclusa ieri, 31 maggio.

È alla “Madonna che scioglie i nodi” che Papa Francesco si è rivolto ieri sera, nei Giardini Vaticani, nell’ultimo appuntamento di questa iniziativa fortemente voluta dal Pontefice, che ha aperta il primo maggio, con la recita del S. Rosario, davanti all’icona della Madonna del Soccorso nella Basilica di San Pietro.

Un’iniziativa coordinata dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che quest’anno ha toccato i maggiori Santuari mariani sparsi nei cinque continenti. Una sorta di abbraccio universale, nel segno del totale affidamento a Maria, la Madre dell’umanità.

Papa Francesco, 31 maggio
Papa Francesco

Papa Francesco ha voluto concludere pregando davanti all’icona della “Vergine Maria che scioglie i nodi”, che  è custodita ad Augusta, in Germania, dove in quel tempo padre Jorge Mario Bergoglio ne conobbe la devozione.

La copia del dipinto è stata donata dal vescovo di Augusta, Bertram Johannes Meier, realizzata dal pittore tedesco Johann Georg Melchior Schmidtner intorno al 1700 e attualmente custodito nella chiesa di St. Peter am Perlach.

La Vergine Maria  nell’immagine è ritratta mentre  scioglie  i nodi di un nastro bianco, tenuto alle due estremità da due angeli.

A Lei, Papa Bergoglio ha affidato cinque particolari intenzioni, cinque ‘nodi da sciogliere’ legati alla pandemia da COVID-19, a questa terribile emergenza che attanaglia il mondo, nei cinque Misteri gaudiosi.

Il primo nodo  è quello della relazionalità ferita, della solitudine e dell’indifferenza, accentuate in questa emergenza. Nella seconda decina del Rosario è stato ricordato chi è disoccupato, in   particolare igiovani, le donne, i padri di famiglia ed  anche  chi si impegna nell’aiutare i propri dipendenti. Il terzo nodo è quello della violenza, soprattutto quella nelle  famiglie, tra le mura domestiche, verso le donne, ed anche quella relativa alle tensioni sociali legate alla crisi economica che stiamo vivendo. Il quarto nodo è per  il progresso umano che proprio la ricerca scientifica è chiamata a sostenere, soprattutto a beneficio dei più deboli e poveri, con un pensiero ai vaccini per fermare la pandemia che in molti Paesi poveri non sono accessibili per tutti. Il quinto nodo da sciogliere, è stato offerto per le Chiese locali, le parrocchie, gli oratori, i centri pastorali anche essi messi a dura prova dalla pandemia.

Al termine, il Pontefice ha incoronato in segno di totale affidamento la “Madonna che scioglie i nodi” .

Come preannunciato dalla Santa Sede, il primo nodo da sciogliere è quello della relazionalità ferita, della solitudine e dell’indifferenza, divenute più profonde al tempo del Covid. Nella seconda decina del Rosario si pregherà per chi è disoccupato, con una particolare attenzione a giovani, donne, padri di famiglia e anche a chi sta cercando di difendere i propri dipendenti. Il terzo nodo è rappresentato dal dramma della violenza, in particolare quella scaturita in famiglia, in casa tra le mura domestiche, verso le donne oppure sfociata nelle tensioni sociali generate dall’incertezza della crisi conseguenza della pandemia. Il quarto nodo riguarderà il progresso umano che la ricerca scientifica è chiamata a sostenere, mettendo in comune le scoperte perché possano essere accessibili a tutti, soprattutto ai più deboli e poveri, con un pensiero ai vaccini per fermare la pandemia che in molti Paesi poveri non sono patrimonio per tutti. Il quinto nodo da sciogliere, ricordato nella quinta decina del Rosario, è quello della pastorale: le Chiese locali, le parrocchie, gli oratori, i centri pastorali e di evangelizzazione duramente provati dalla pandemia che in molti casi ha bloccato l’intera loro attività possano adesso ritrovare entusiasmo e nuovo slancio in tutta la vita pastorale e i giovani possano sposarsi e costruire una famiglia e un futuro.

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