La preghiera e un gesto di benedizione
Tra le immagini di questa epidemia che da settimane riempiono le nostre giornate ce ne è una forse più pesante da sopportare, quella dei carri funebri avviati ai crematori, senza funerale, senza pianto condiviso, quel pianto che a volte sazia e consola.
C’è un dolore struggente per quanti non possono stare accanto ai loro cari per accompagnarli nell’ultimo combattimento – questo significa letteralmente agonia – e neppure al riposo eterno. E trova con qualche fatica le vie del cuore e della mente la promessa della fede che a noi cattolici ricorda come la vita non sia qualcosa di statico, ma un mistero di trasformazione continua, anche nella tribolazione.
Di questa situazione tragica ha parlato monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, la città diventata da giorni una sorta di simbolo dell’epidemia, del Coronavirus, invitando gli operatori sanitari, se lo desiderano, a benedire chi sta soffrendo, o sta per morire.
“Ho invitato tutti, le famiglie e gli stessi operatori sanitari di cui ho grande rispetto, a compiere un segno, una benedizione, nei confronti delle persone in più gravi condizioni, di quelle che lo desiderano nell’avvicinarsi alla morte”, ha detto.
Il vescovo ha ricordato che ogni battezzato è chiamato a benedire e lo può fare: “Un figlio nei confronti del genitore malato o un nipote nei confronti del nonno. Le persone credenti gradiscono e anche chi non pensava da tempo alla fede può vedere in questo un elemento di speranza che accompagna la sua vita in un momento difficile”.
Papa Francesco in una delle Messe celebrate a Casa Santa Marta nei giorni scorsi ha pregato e sollecitato a pregare “Per i defunti, coloro che a causa del virus hanno perso la vita; in modo speciale, vorrei che pregassimo per gli operatori sanitari che sono morti in questi giorni. Hanno donato la vita nel servizio agli ammalati”.
Francesco ci ha ricordato che Dio è vicino al suo popolo e in “questo momento difficile ci chiede di essere vicini gli uni agli altri”.
Anche con il gesto di una benedizione, con il dedicare un attimo a quella pietas che costruisce la civiltà.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
