La quarantena degli anziani
Tra le difficoltà di questi giorni per l’emergenza Coronavirus si fa più penosa quella degli anziani, in una solitudine purtroppo usuale per molti di loro, ma certo in questo caso accentuata e più sconsolante.
Sono gli anziani, la memoria storica e i possessori di valori che ci hanno in parte trasmesso, a soffrire particolarmente. Hanno paura, sono soli nelle loro case, sono nelle cliniche.
Papa Prancesco in una delle S. Messe da Casa Santa Marta ha detto, infatti, che “Gli anziani soffrono in questo momento in modo speciale. Si tratta di una solitudine interna molto grande e con tantissima paura”.
Paura, perché il coronavirus così subdolo ed insidioso nelle case di riposo incute timore, perché mancano anche i tamponi, i dispositivi di protezione e l’unica misura di sicurezza è stata quella di non far entrare più i parenti a trovare i loro cari ricoverati.
In questo clima si rischia quindi di consumare un’altra strage silenziosa dove ai più fragili si ammalano e muoiono soli.
C’è sconforto ormai, oltre alla paura. Eppure Papa Francesco ci esorta a non avere paura, ad avere sentimenti di nella ‘luce che arriverà e illuminerà l’oscurità entrata in tutte le case’, sotto forma di dolore e preoccupazioni.
È un tempo di transizione, una sorta di guerra moderna, una pandemia dal quale uscire rinnovati, su pilastri importanti come sottolineato da Papa Bergoglio: “Le radici” , rappresentate innanzitutto dai nonni, dagli anziani; “la memoria” di questi giorni così surreali; “la fratellanza” tra gli esseri umani; “la speranza, che mai delude”.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
