La quarantena degli anziani

Tra le difficoltà di questi giorni per l’emergenza Coronavirus si fa più penosa quella degli anziani, in una solitudine purtroppo usuale per molti di loro, ma certo in questo caso accentuata e più sconsolante.

Sono gli anziani, la memoria storica e i possessori di valori che ci hanno in parte trasmesso, a soffrire particolarmente. Hanno paura, sono soli nelle loro case, sono nelle cliniche.
Papa Prancesco in una delle S. Messe da Casa Santa Marta ha detto, infatti, che “Gli anziani soffrono in questo momento in modo speciale. Si tratta di una solitudine interna molto grande e con tantissima paura”.

Paura, perché il coronavirus così subdolo ed insidioso nelle case di riposo incute timore, perché mancano anche i tamponi, i dispositivi di protezione e l’unica misura di sicurezza è stata quella di non far entrare più i parenti a trovare i loro cari ricoverati.
In questo clima si rischia quindi di consumare un’altra strage silenziosa dove ai più fragili si ammalano e muoiono soli.
C’è sconforto ormai, oltre alla paura. Eppure Papa Francesco ci esorta a non avere paura, ad avere  sentimenti di nella ‘luce che arriverà e illuminerà l’oscurità entrata in tutte le case’, sotto forma di dolore e preoccupazioni.
È un tempo di transizione, una sorta di guerra moderna, una pandemia dal quale uscire rinnovati, su pilastri importanti come sottolineato da Papa Bergoglio: “Le radici” , rappresentate innanzitutto dai nonni, dagli anziani; “la memoria” di questi giorni così surreali; “la fratellanza” tra gli esseri umani; “la speranza, che mai delude”.

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