È stata soprattutto un’occasione di riflessione e di preghiera la riunione dell’Azione Cattolica femminile di Latera, la cittadina della Tuscia affacciata sul lago di Bolsena, tenuta lo scorso lunedì 3 aprile. Di fatto si è trattato della normale riunione settimanale, ma a renderla particolare sono stati sia la circostanza che sia avvenuta all’inizio della Settimana Santa, sia il rinnovo del tesseramento con l’accoglienza di nuove socie, tra le quali figura anche la vice direttrice di Sosta e Ripresa, Laura Ciulli, già nell’ACR.

Chiesa San Clemente I Papa, Latera
Chiesa San Clemente I Papa, Latera
Don Terence Nkandu
Don Terence Nkandu

Prima della Messa celebrata nella chiesa di San Clemente, il parroco Don Terence Nkandu ha approfondito con le iscritte, accompagnate dalla presidente Francesca Tramontana sorella del parroco Don Roberto scomparso nel 2018, il modo di riflettere e pregare, appunto, sul significato di questo tempo particolare, di renderlo un esercizio di abbandono con fiducia al Signore. Colpisce in merito il grido di Gesù sulla croce “Elì, Elì, lemà sabactàni?” che non è una dichiarazione di sconforto, ma una citazione delle Scritture, cioè l’inizio del salmo 22 (21), una poetica e al tempo stesso puntale profezia del sacrificio di Cristo per la nostra salvezza, profezia che si fa testimonianza di fede e di speranza anche per noi, perché la sofferenza che tutti proviamo si faccia strada di carità verso la resurrezione.

Azione cattolica LateraTempo di Grazia per eccellenza, dunque, quello che si vive in questi giorni, ha sottolineato don Nkando, citando il messaggio pasquale alla diocesi del vescovo Orazio Francesco Piazza che parla della “luce della resurrezione, speranza unica. Tempo di grazia in cui dobbiamo concretizzare l’opportunità di riconciliarsi con gli altri”. Ciascuno di noi può essere in tanti frangenti della propria vita quasi una sorta di icona del Cristo crocifisso, può subire quello sconforto per un apparente abbandono di Dio, quando la sofferenza nel corpo e nell’anima può farlo sentire solo. Ma soli non siamo e anche nella sofferenza questo tempo può insegnarci la presenza di Dio e la ricchezza di trovare negli altri dei fratelli. Dobbiamo dunque imparare a consegnarci a Dio il cui stile è vicinanza, compassione, tenerezza.

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