Fratelli tutti, Enciclica Papa Francesco

Immergiamoci nella Fratelli tutti, la lettera enciclica di Papa Francesco pubblicata un mese fa e che –  ripetiamocelo – con le parole di san Francesco d’Assisi si rivolge a tutti e, implicitamente, a tutte, a fratelli e sorelle- . Tutti, cioè amici e nemici, credenti e non credenti o diversamente credenti, simpatici e meno simpatici… Tutte e tutti.

Papa Francesco, Assisi, firma l'enciclica
Assisi, Papa Francesco firma l’enciclica Fratelli Tutti

Nella lettera credo ci sia una parola chiave di lettura che aiuta a capire tutto il resto. La parola la troviamo ai nn. 222-223-224. La cito come fa il Papa dall’originale greco nella lettera ai Galati (5, 22): χρηστότης cioè gentilezza.

Scrive il Papa che gentilezza esprime “uno stato d’animo non aspro, rude, duro, ma benigno, soave che sostiene e conforta. La persona che possiede questa qualità aiuta gli altri affinché la loro esistenza sia più sopportabile, soprattutto quando portano il peso dei loro problemi, delle urgenze e delle angosce. È un modo di trattare gli altri che si manifesta in diverse forme: come gentilezza nel tratto, come attenzione a non ferire con le parole o i gesti, come tentativo di alleviare il peso degli altri. Comprende «il dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano», invece di «parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano»”. (Qui il Papa fa citazioni dalla sua sua esortazione apostolica Amoris letitia –  la gioia dell’amore –  del 19 marzo 2016.

Il Papa, continuando la sua lettera, ricorda anche di riprendere parole spesso in disuso come il dire: permesso, scusa, grazie… uno sforzo che se vissuto ogni giorno, è capace di creare quella convivenza sana che vince le incomprensioni e previene i conflitti. E siccome questo “presuppone stima e rispetto,  quando si fa cultura in una società trasforma profondamente lo stile di vita, i rapporti sociali, il modo di dibattere e di confrontare le idee.poi conduce a cambiamenti nello stile di vita, nei rapporti sociali, nel modo di  dibattere  e di confrontare le idee. Facilita la ricerca di consensi e apre strade là dove l’esasperazione distrugge tutti i ponti”.

Come potete vedere, se andate a leggere la lettera del Papa, ho evitato di commentare quello che il Papa ci dice. Io non sempre riesco a mettere in pratica quello che ho letto e che sto scrivendo. Anche perché se questo atteggiamento non è reciproco diventa più faticoso metterlo in pratica. Ma è anche vero che se cerchiamo di viverlo sarà più facile agli altri rispondere con la gentilezza che noi cerchiamo di ‘mostrare’ nei loro confronti. Il sorriso invita a sorridere.

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