L‘epidemia del coronavirus consente anche di scoprire – o di riscoprire – la grande riserva di carità rappresentata dalle strutture cattoliche di assistenza, in particolare la Caritas, ma anche tutte le altre che in silenzio, senza sentir camiamare, né tantomeno ritenere “eroismo” la loro azione a fianco dei più colpiti dalle difficoltà quotidiane che accompagnano le misure di quarantena. Un’azione preziosa in un tempo che ha ha visto e vede ancora dolore, malattia, solitudine, ansia e purtroppo morte.

Il popolo di Dio si muove sempre e sorattutto ora che le richieste di aiuto alimentare sono passate come sottolineato da Don Francesco Cossu, direttore della Caritas italiana, dal 20 al 50%, con l’insorgere di un fenomeno come questo. Una realtà che la Caritas sta affrontando non solo nell’emergenza, ma anche preparandosi alle necessità che accompagneranno il ritorno alla normalità.
“I poveri li avrete sempre” ci ha detto il Signore. E il volontariatocattolico sarà sempre al loro fianco. Con gesti concreti, ora più che mai, con quel desiderio di prestare aiuto che è più forte dell’umanissima paura del contagio,nostante tutte le precauzioni doverosamente prese, andando per esempio a portare cibo a chi non ne ha.
“La Parola di Dio, ci insegna che passerà tutto quanto, ma la carità rimane, i frutti della Carità, tutto ciò che in questo momento si sta facendo, sta mettendo in opera, certamente rimarranno come grande patrimonio”, ha detto il direttore della Caritas italiana , in una diretta in videochiamata su TV2000, l’emittente televisiva della Conferenza episcopale.
Gli ultimi, i nuovi poveri sono e diventano il punto focale della testimonianza della carità. Ascolto accoglienza attenzione ricettività conforto anche al tempo del coronavirus. Senza sosta, con gesti concreti di amore.
Mi vengono in mente le parole di Papa Francesco, del febbraio scorso, nella Santa Messa celebrata a Bari, in occasione della al conclusione dell’incontro dei Vescovi del Mediterraneo quando ha pregato proprio per i malati di coronavirus: “L’estremismo dell’amore è l’unico estremismo cristiano”. Perché saremo giudicati in base all’amore, quello vero, alla carità. Riflettiamoallora sulle parole del Papa: “Accogliamo la sfida di Gesù, la sfida della carità. Saremo veri cristiani e il mondo sarà più umano”.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
