Santuario avvolto di canti e preghiere, durante la S. Messa officiata dal vescovo Lino Fumagalli che, in questo terzo appuntamento nel giorno della Festa di Santa Rosa, guida i presenti e tutte le persone che hanno seguito la diretta streaming, a riflettere sul senso di questi giorni vissuti  in onore di Rosa, alla luce della pandemia.

La comunità viterbese, rispettando le norme anti-Covid 19, ha reso omaggio alla Patrona, Beata Rosa, Santa a furor di popolo, in un 4 settembre molto intimo e di profonda riflessione.

Messa in onore di Santa Rosa a Viterbo

“Solidarietà” è la parola chiave di questo giorno dedicato a Rosa.

Il vescovo Fumagalli delinea gli avvenimenti legati alla vita di questa giovinetta viterbese che “ha amato la nostra chiesa e la città di Viterbo, se ne è presa cura, sfidando le convenzioni del tempo. Santa Rosa ci insegna che dobbiamo prenderci cura della nostra comunità cristiana, della nostra chiesa. Dobbiamo ascoltare la voce di Cristo, fare esperienza del suo amore, di vivere nella prospettiva della vita eterna e la pandemia purtroppo ancora in atto ci chiede una grande responsabilità e accettazione dei limiti, mettendo a nudo le nostre certezze. Il contagio aumenta e coinvolge anche le nuove generazioni, più resistenti, ma ugualmente vittime di questo virus subdolo ed invisibile. In  questo contesto c’è in tutti il desiderio di valori forti, capaci di aiutarci a dare senso alla vita. C’è desiderio di Cristo e del suo Vangelo”.

Messa in onore di Santa Rosa Viterbo

La testimonianza di Rosa è un esempio da seguire ed il Vescovo sottolinea: “Prendiamoci cura della nostra città. E’ fondamentale ritrovare nel comune amore per la nostra città capacità di ascolto, dialogo, collaborazione su un progetto condiviso che porta tutti a realizzarlo. E’ necessario il coinvolgimento di tutti, per raggiungere obiettivi positivi. C’è un grido che è quello di Santa Rosa, per i suoi tempi ed è il grido di Viterbo oggi: “Basta con i contrasti, le  lotte, le offese, basta in nome di Dio, basta!”.

Un monito, un grido che non deve essere inascoltato, specialmente ora in questo tempo caratterizzato dagli effetti della pandemia.

A tal proposito il vescovo Fumagalli invita a “ritrovare tutti la capacità di lavorare uniti, concordi nell’individuare un cammino per il bene di tutti. Lo chiede Santa Rosa a noi oggi. E’ un amore particolare. Santa Rosa lo nutriva in particolare per i più poveri”.

Gli effetti della pandemia hanno ampliato le distanze, generato un divario. Come evidenziato dal Vescovo: “Dobbiamo ritrovare un nuovo senso di solidarietà. Tutti dobbiamo sentirci responsabili di queste persone che rischiano di non poter andare avanti. Il grado di civiltà di una comunità si misura sulle nostre capacità di venire incontro a questi nostri cittadini e fratelli. Santa Rosa è stata scomoda, è stata rifiutata ed esiliata. Forse anche questo può sembrare scomodo per quello che ho detto, ma è solo l’espressione del suo amore per la nostra città e nella fiducia per le istituzioni. Questa fiducia diventa la nostra speranza e fiducia per un futuro migliore. Santa Rosa ci aiuti ad amare la nostra città di Viterbo ed a prenderci cura nel miglior modo possibile”.

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