“Nessuno si salva da solo” ribadisce spesso Papa Francesco.
Ed è così, ora più che mai, in questo tempo scandito dall’emergenza Covid-19.
È successo nei giorni scorsi, in Vaticano, quando sono stati vaccinati i primi senza tetto.
Le persone più povere, più disagiate, i cosiddetti ‘fragili’, alcuni degli ospiti delle strutture della Santa Sede sono stati sottoposti al vaccino contro il coronavirus.
I primi vaccinati, 25 in tutto, di quel grande gruppo di poveri ed emarginati che gravitano, appunto, attorno a piazza San Pietro, in Vaticano, a Palazzo Migliori e nelle due case gestite dalle Missionarie della carità di Madre Teresa, vicino al Vaticano.
Uomini e donne italiani dai 60 anni in su, italiani, ma anche dalla Georgia e dalla Romania, gravati da problemi fisici e con gravi difficoltà ad interagire con il prossimo.
In questa struttura messa espressamente a disposizione di Papa Francesco, per strappare dalla strada i sena fissa dimora del quartiere, hanno ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid-19. Come è stato fortemente voluto dal Pontefice, donare una parte di quelle dosi disponibili, proprio ai più bisognosi.

Nessuno si salva da solo, come detto lo scorso 27 marzo in una piazza San Pietro, deserta e piovosa, quando “Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo”. Papa Francesco
Foto tratte dal web

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
