Incontro sulle truffe agli anziani promossa dall’Anps di Viterbo
Un problema allarmante in aumento con oltre 15.000 casi. Sono le truffe, un crimine che colpisce sempre più gli anziani, in quest’epoca che li vede troppo spesso vivere in una solitudine indifesa.
Anche Papa Francesco in occasione della XIV Giornata contro gli abusi sugli anziani è intervenuto tempo fa, con un tweet scrivendo: “Sono vicino a tanti anziani che vivono come nascosti, dimenticati, trascurati. E ringrazio chi si impegna per una società più inclusiva, che non ha bisogno di scartare chi è debole nel corpo e nella mente”.
Già, una società si può considerare degna, quando protegge i più deboli. Cerca di assolvere a questo compito, almeno sul piano di una corretta informazione alle potenziali vittime sui comportamenti da tenere per difendersi, come la Sezione viterbese dell’Associazione nazionale Polizia di Stato (Anps). Un nodo è stato l’incontro tenuto il 20 gennaio con i soci del Centro Anziani Polivalente Carramusa dal presidente dell’Anps Viterbo, Mario Procenesi, già sostituto commissario della questura di Viterbo, forte della notevole esperienza maturata in 32 anni di servizio nella squadra mobile.

Ad accompagnarlo c’era il vicepresidente nazionale Anps Donato Fersini. Il presidente Procenesi dell’Anps Viterbo ha interagito in un proficuo confronto con i presenti che hanno partecipato animatamente, ponendo domande suscitate anche da esperienze personali.
Nella fascia di persone dai 60 anni in su, che in prevalenza vivono sole, si collocano le vittime di questi truffatori sempre più attivi, che profittano della loro fragilità, usando con criminale abilità l’effetto sorpresa. Tuttavia, Procenesi ha ricordato che in qualche modo del tutto soli non siamo, facendo riferimento alla campagna “Più sicuri insieme” intrapresa da anni dalla polizia.
Questa piaga, si è diffusa in tutta Italia “Dalle Alpi all’Etna” – come sottolineato dal già sostituto commissario della questura di Viterbo – in particolare nelle città più grandi dove l’estraneo si confonde e dove si muovono con maggiore sicurezza questi truffatori, abili nel distrarre le loro vittime, persino tra le mura domestiche, oltre che per strada, dopo che hanno ritirato la pensione”.
Nei casi più frequenti i truffatori si spacciano per dipendenti dei vari Enti, o annunciano finte eredità, o falsi incidenti accaduti a parenti. La prima misura di protezione è quindi non aprire la porta agli sconosciuti e, in circostanze sospette, chiamare immediatamente le forze dell’ordine. Come ha detto Donato Fersini: “Siamo noi, in primis, che dobbiamo essere attenti e non farci truffare”.
Come? Magari ricorrendo alla catenella sulla porta e a uno spioncino, ma soprattutto non aprendo la porta agli sconosciuti.
“Se si spacciano per poliziotti, avvocati, carabinieri o tecnici della luce, ad esempio – sostiene Mario Procenesi – è bene verificare sempre se l’interessato è quello che afferma di essere, esibendo tesserino e placchetta e poi chiamare la Questura”. In ogni caso, va fatta una querela, affinché la persona sia perseguita penalmente. Con il furto rubano o a volte sostituiscono i soldi con quelli falsi. È perseguibile d’ufficio, perché si introducono nell’abitazione e già per questo la vittima è parte offesa e testimone insieme di un fatto che rappresenta un reato”.
Né quello economico è il solo danno subito e spesso neppure il più rilevante, Questo crimine, infatti, può provocare pesantissime ripercussioni sull’emotività dell’anziano, da un senso di oppressiva quanto ingiusta vergogna, a una caduta psicologiga che si tranuta in depressione, in alcuni casi purtroppo tanto grave da spingere chi ne è colpito a lasciarsi morire. È dunque necessario aiutare le vittime a rompere i muri di questa prigione in cui possono rinchiudersi e ad aprirsi, e a comprendere che simili cose possono capitare a tutti e che, anzi, parlarne non è solo un modo di aiutarsi, ma anche di aiutare gli altri a evitare situazioni del genere.
Denunciare sempre, quindi, anche se non si tratta di una violenza fatta con un’arma. Ma denuncia non è l’unica parola chiave. L’altra è solidarietà. Perchè la sicurezza si costrisce insieme. Perchè “non siete soli” non resti un mero spot della polizia…

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”

