Manoel Moisés Cavalcante, Brasile

Chiediamo scusa per il modo assolutamente inadeguato con cui è stata affrontata una tragedia come il triste e improvviso decesso di un nostro dipendente, il signor Moisés Santos. Lasciare il punto vendita aperto, invece di chiuderlo immediatamente, è stato un grave errore”.

Si sono giustificati così i responsabili di Carrefour in Brasile,  rispondendo alle richieste di chiarimento, dopo che i clienti hanno postato sui social le foto

La drammatica e cinica vicenda si è verificata venerdì scorso a Recife, in Brasile. L’uomo deceduto, Manoel Moisés Cavalcante, era un lavoratore del supermercato, aveva 59 anni ed era addetto alla promozione di alcuni prodotti. La notizia è stata confermata da Globo.com, una delle principali testate giornalistiche del paese. I clienti, indignati, hanno scattato alcune fotografie che poi sono state pubblicate sui social network. Le immagini ritraggono il corpo di un uomo senza vita, coperto con alcuni ombrelloni, semplicemente per non perdere clienti e quindi incassi.

Questo è accaduto in Brasile, perché per il dio ‘quattrino’ è stato deciso dai dirigenti di tenere aperto il negozio della catena Carrefour.

Manoel Moisés Cavalcante, Brasile

Le foto sono virali ed hanno fatto il giro del mondo.

Così non si può fare a meno di chiederci: quanto vale una vita, quanto vale la vita?

Proprio Papa Francesco in un’udienza nello scorso marzo dalla Biblioteca privata aveva xetto: “Ogni vita umana, unica e irripetibile, vale per se stessa, costituisce un valore inestimabile”.

Ed allora che razza di messaggio si sta trasmettendo alle future generazioni? Ogni vita umana, dall’inizio alla fine, va rispettata, va tutelata. È la via per la pace, la libertà dalla schiavitù dall’egoismo, da mammona.

In occasione della Giornata Nazionale del Ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro, Papa Bergoglio ha sottolineato che: “Non c’è vita, dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte. È l’egoismo. Se io vivo per me stesso, sto seminando morte nel mio cuore”.

Speriamo che le scuse in questa occasione siano davvero un sussulto di coscienza.

Foto tratta dal web

 

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