Un male dei nostri tempi, acutizzato con il lockdown, è l’abbandono di molti anziani alla solitudine. Pochi giorni fa si è avuta notizia, una tra tante, che Ettore, un uomo anziano, è stato trovato morto nella sua casa. Morto in solitudine, così come solitario è stato il suo funerale.
Lo ha trovato una volontaria della Caritas, recatasi a casa sua, nonostante che l’uomo durante la quarantena avesse più volte detto di non aver bisogno di aiuto, alle ripetute offerte di assistenza della Caritas stessa. Aveva sempre detto di essere in grado di cavarsela da solo. Dopo un po’ aveva smesso anche di rispondere al cellulare, finché quel prolungato silenzio non aveva suscitato allarme.
Ettore non è una vittima della pandemia, ma di un tessuto sociale sfilacciato, di una società distratta, capace spesso di dare segni di presenza solo a tragedie avvenute. Potrebbe sembrare un simbolo del tempo del coronavirus, del distanziamento accentuato. Ma è il sintomo di un abbandono che questo tempo ha soltanto mostrato in modo più evidente.
Tempo fa Papa Francesco aveva detto che “La solitudine degli anziani, lasciati soli, come se fossero materiale di scarto, è un grande male dei nostri tempi in cui la vita dei figli e dei nipoti non si fa dono per loro“. Ettore era diventato invisibile anche ai suoi vicini.
Aveva avuto una storia, un passato. Come tanti, come tutti aveva amato, gioito, sofferto, sperato.
“La vita è un dono”, e quando è lunga “è un privilegio”: la ricchezza degli anni è “ricchezza delle persone”, un tesoro prezioso che “prende forma nel cammino della vita”, aveva detto ancora il Papa, Tutto questo questo si è concluso in una morte solitaria, in un ultimo solitario viaggio all’ultima dimora terroma terrena. Anzi no, perché Dio è sempre con noi e certo era con lui.
Perdonaci Ettore.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
