La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

27 marzo 2022, IV Domenica di Quaresima – Anno C

“Un uomo aveva due figli”

“Il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio”

“Padre, ho peccato contro il cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”

“Mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”

“Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo”

(Lc 15, 1-3, 11-32)

Gesù, Vaticano
La riconciliazione tra Dio e l’uomo trova la sua apoteosi nel capolavoro della parabola del Padre prodigo d’amore che nella liturgia di questa domenica ci propone il Vangelo di Luca. Gesù in questa parabola traccia una storia universale e indimenticabile in cui tutti si riconoscono.

Il racconto ci fa cogliere alcuni tratti di questo Padre: è un uomo sempre pronto a perdonare e che spera contro ogni speranza. Colpisce la sua tolleranza dinanzi alla decisione del figlio più giovane di andarsene di casa. Avrebbe potuto opporsi, sapendolo ancora immaturo. Invece gli permette di partire, pur prevedendo i possibili rischi. Così agisce Dio con noi: ci lascia liberi, anche di sbagliare, perché creandoci ci ha fatto il grande dono della libertà. Sta a noi farne un buon uso.

Ma il distacco da quel figlio è solo fisico; il padre lo attende sempre nel cuore; attende fiducioso il suo ritorno; scruta la strada nella speranza di vederlo. E un giorno lo vede comparire in lontananza. Allora si commuove nel vederlo, gli corre incontro, lo abbraccia, lo bacia. E questo figlio le aveva fatte grosse! Ma il padre lo accoglie così.

lo stesso atteggiamento il padre riserva anche al figlio maggiore, che è sempre rimasto in casa e ora è indignato perché non condivide quella bontà verso il fratello che aveva sbagliato. Il padre esce incontro anche a questo figlio e gli ricorda che loro sono stati sempre insieme, hanno tutto in comune, ma bisognava accogliere con gioia il fratello che finalmente è tornato a casa.

La figura del padre della parabola svela il cuore d Dio. Egli è il padre misericordioso che in Gesù ci ama oltre ogni misura, aspetta sempre la nostra conversione ogni volta che sbagliamo; attende il nostro ritorno quando ci allontaniamo da Lui pensando di poterne fare a meno. É sempre pronto ad aprirci la braccia qualunque cosa sia successa. Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non scalfiscono la fedeltà del suo amore.

(Alcune espressioni sono tratte liberamente da una omelia di Papa Francesco).

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