La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
4 settembre 2022, XXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
“Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”
“Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”(Lc, 14, 25-33)
Il vangelo di oggi ci invita a mettere ordine nei valori che sono presenti nella nostra vita. Di solito mettiamo sempre al primo posto la propria famiglia, le persone che ci sono care, per le quali affrontiamo il lavoro e tanti sacrifici. Poi c’è il valore della propria professione, il valore che dà spessore alla nostra vita insieme con gli altri.
Gesù ci invita ad alzare lo sguardo su chi ci ha pensato e ha ordinato la nostra natura nel modo che sperimentiamo sempre. L’amore che rende pieno di senso la nostra vita è legato a Dio nostro Padre. Noi amiamo perché Dio per primo ci chiama all’esistenza e ci ama come figli. L’amore che sperimentiamo nella natura è legato a Dio e la vitalità che genera in noi è dono di Dio. Quindi la prima verità con cui dobbiamo regolare la nostra vita è quella di ringraziare sempre Dio Padre perché ci ha circondato di fratelli e sorelle che con la loro accoglienza e disponibilità aiutano il nostro spirito ad avere una esistenza piena di senso. L’amore che circonda la nostra vita è Divino e noi, con fede, dobbiamo imparare ad andare alla fonte della nostra vera vita.
Gesù ci fa capire che per vivere in questo modo dobbiamo, con buona volontà, smettere di pensare prima di tutto a noi stessi. La croce è la rinuncia che Gesù chiede a quelli che vogliono seguirlo ed è quella di non mettere noi stessi al centro della vita, ma di metterci quel “noi” che recitiamo nel Padre nostro. Diciamo infatti “Padre nostro”. La tendenza naturale è invece quella di dire “prima io” e poi gli altri. Come cambia la prospettiva questo cambio di orizzonte.
Il Padre nostro ci aiuta a programmare la nostra vita tenendo presente il senso del nostro agire al bene comune. Non dimentichiamo che Gesù ci illumina sulle nostre iniziative, su quello che possiamo fare e quello che invece è insignificante. Siamo chiamati a progettare e a spendere ogni giorno la vita per il regno.
O Signore Gesù, su te voglio costruire il progetto della mia vita.
Aiutami con la tua grazia e mettere al primo posto il tuo amore,
a perdere la mia vita per te, a portare ogni giorno la mia croce,
fedele alla tua Parola, a rinunciare a tutti i miei averi
per essere un tuo vero discepolo.

