La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo,

ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.
Domenica 15 ottobre 2023, XXVIII domenica del tempo ordinario – Anno A
IL BANCHETTO REGALE Mt 22, 1-14
Nelle antiche culture orientali, il partecipare a un banchetto era il segno evidente di una profonda comunione di colui che rivolgeva l’invito con i suoi più intimi amici. Dio nel messaggio biblico ha scelto il banchetto come segno della bella intesa e della comunione che vuole stabilire con noi. Anche Gesù ha varcato spesso la soglia di case di amici e più spesso ancora di peccatori, per pranzare con loro e vivere insieme l’esperienza della cordiale amicizia. Dove entra Gesù porta l’amore misericordioso del Padre, porta il perdono e la liberazione dai vincoli del male.
In questa parabola è un re che imbandisce un fastoso banchetto per le nozze del figlio e sollecita gli amici con un duplice invito come prevedeva il protocollo nuziale. I predestinati al banchetto erano tutte persone di riguardo, di alto rango. Ma…, strano a dirsi, gli invitati si dimostrano molto scortesi e rispondono con un netto rifiuto. Allora il re amaramente addolorato, rivolge l’invito alla gente che incontra per la strada e sono proprio questi che riempiono la sala del banchetto.
La parabola letta in chiave storica offre una precisa indicazione di via: il popolo d’Israele era l’invitato d’obbligo, il destinatario privilegiato dell’annuncio messianico in quanto era legato con vincoli di sangue ai patriarchi, ai profeti e a Cristo stesso (Rom 9,1-5). Perciò era a loro che andava rivolto per primi l’invito. Ma purtroppo essi lo hanno disatteso e si sono autoesclusi dal regno e, in definitiva, dal banchetto. “Mentre i pagani, raffigurati dagli invitati di riserva, avendo risposto positivamente alla chiamata divina, sono entrati a far parte del nuovo popolo di Dio” (G. Barbaglio).
Però era ed è d’obbligo una precisazione! Per far parte del banchetto della salvezza finale non basta accettare l’esaltante annuncio evangelico con la festa nel cuore senza far seguire impegni concreti; non basta aver ricevuto il battesimo e gli altri sacramenti; non basta farsi presente qualche volta nei momenti di preghiera. Questo di certo non ci garantisce un posto assicurato in Paradiso. Si richiedeva e si richiede oggi l’impegno di compiere fedelmente la Volontà di Dio ogni giorno, di alimentare continuamente le virtù della fede e della carità con l’assidua partecipazione agli incontri di comunione fraterna, alle celebrazioni liturgiche e ai servizi di carità. Ritengo che a questo particolare aspetto si riferisca il simbolo dell’abito da cerimonia che uno degli invitati non indossa nel racconto della parabola. Occorreva allora e occorre oggi rimediare efficacemente a un serpeggiante e pericoloso lassismo morale.
La Chiesa è madre ed è anche comunione di fratelli e invita tutti i suoi figli, nessuno escluso, al banchetto eucaristico. Là è presente il Cristo come cibo e come capo del Corpo mistico che unisce a sé tutte le membra. In quella mensa “noi diventiamo quel che riceviamo” come afferma sant’Agostino. Tutti diventiamo “lui”, e siamo “uno” tra noi. E la Didachè aggiunge: “Se comunichiamo al pane celeste, come non comunicheremo al pane terreno?”.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
