Carta Di Firenze, i vescovi del Mediterraneo

Venti di guerra soffiano prepotentemente in questi giorni e le armi tornano a imporre la voro voce feroce anche sul territorio europeo. L’Ucraina è teatro dell’ennesima tragedia che investe popolazioni inermi e tutti noi subiamo, ancora una volta l’accavallarsi, di informazioni che tanto somigliano a bollettini di guerra. Movimenti di truppe, bombardamenti sulle città, fuga di centinaia di migliaia di persone. L’orizzonte mostra cammini accidentati, circondati da baratri.

Carta di Firenze, car.Bassetti e sindaco Nardella

Eppure, anche ora si tracciano, con la preghiera e con il dialogo, strade di pace. Lo si è fatto la scorsa settimana in Italia, a Firenze, l’Assemblea congiunta di vescovi delegati e dei sindaci delle città del Mediterraneo, che il 26 febbraio 2022 hanno firmato la Carta di Firenze. Le sue affermazioni e i suoi impegni muovono proprio dalla stretta attualità. Una dichiarazione congiunta del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, e del sindaco di Firenze Dario Nardella, che hanno ospitato e organizzato l’incontro, fa appello a immediati negoziati per fermare le armi e sottolinea che la carta rappresenta l’anelito di pace, di fratellanza, di uguaglianza dei diritti dei popoli, per il bene comune.

Si tratta, senza ombra di dubbio, di una significativa pagina della storia che guarda al futuro, un futuro di pace.

Giorgio La Pira
Giorgio La Pira

Mentre gli Stati prendono decisioni volte palesemente a ottenere una vittoria secondo la logica perversa della guerra, nella città che ebbe come sindaco Giorgio La Pira, ispiratore di questo incontro, le comunità civile e quelle religiose, le città e le Chiese, affermano la volontà di pacifica convivenza tra i popoli  e scrivono in quest’ora buia una significativa pagina della storia che guarda al futuro, un futuro di pace.

Carta Di Firenze, i vescovi del Mediterraneo

I Vescovi del Mediterraneo si sono riuniti per la seconda volta, dopo Bari, a Firenze raccogliendo l’aspirazione e il coraggio di La Pira nell’operare per la pace e l’unità dei popoli. I Sindaci del Mediterraneo, invitati dal Sindaco di Firenze dottor Nardella, hanno voluto radunarsi contemporaneamente a Firenze, anch’essi ispirandosi alle iniziative del Sindaco La Pira, per studiare e lavorare per la pace, la giustizia e la convivenza fraterna nelle loro città.

Incontrandosi insieme alla fine dei rispettivi lavori, i vescovi e i sindaci hanno constatato i benefici che provengono dall’intensificare le collaborazioni nelle proprie città al fine di preservare la giustizia, rafforzare la fraternità e il rispetto di tutti i cittadini e le comunità culturali e religiose ivi presenti. Da questo proficuo e cordiale incontro, mai prima realizzato, essi hanno insieme convenuto su alcuni ideali e valori ai quali ispirare il futuro cammino, diminuire discriminazioni e violenze e aprire orizzonti di speranza delle giovani generazioni. In questi giorni azioni di guerra si sono verificate contro l’Ucraina. Sentimenti di dolore hanno colto vescovi e sindaci, i quali congiuntamente auspicano che la violenza e le armi siano bloccate e siano evitate grandi sofferenze al popolo ucraino e si passi ad un negoziato che ricostruisca la pace.

Auspicando che ulteriori incontri possano aver luogo, i vescovi cattolici e i Sindaci delle città mediterranee, riuniti a Firenze,

– ispirandosi all’eredità di Giorgio La Pira, l’ex Sindaco di Firenze, che già negli anni Cinquanta promuoveva il dialogo interculturale e interreligioso tra le Città, e in particolare tra le Città del Mediterraneo;

– consapevole che il Mediterraneo è stato storicamente il crocevia delle culture europee e dell’Asia occidentale, dell’emisfero settentrionale e meridionale e che può ricoprire un ruolo cruciale per la pace e lo sviluppo delle nazioni attraverso la cooperazione tra le sue città e le sue comunità religiose;

– uniti nella convinzione che il Mediterraneo non può e non vuole essere luogo di conflitto tra forze esterne;

– guidati da un’aspirazione condivisa a porre la persona umana al centro dell’agenda internazionale perseguendo la pace, proteggendo il pianeta, garantendo prosperità, promuovendo il rispetto e la dignità dei diritti fondamentali di ogni individuo, anche attraverso la promozione di obiettivi di sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi sul clima;

– consapevole delle numerose sfide che l’area mediterranea deve affrontare, come il cambiamento climatico, i flussi migratori, i conflitti e la povertà;

– convinti pertanto che valorizzare e promuovere il ruolo delle città e il dialogo tra le sue comunità civiche e religiose offra un contributo essenziale a queste sfide; riconoscono

– la diversità del patrimonio e delle tradizioni dell’area mediterranea come patrimonio condiviso per tutta l’umanità. Tutti i valori naturali, ambientali, culturali, linguistici e religiosi del Mediterraneo, materiali e immateriali, sono visti come fonti di dialogo e unità tra i nostri popoli e dovrebbero essere protetti e trasmessi alle generazioni presenti e future; -l’importanza di un impegno educativo che parta dai bisogni primari, comuni a tutti gli esseri umani, e che possa guidare i giovani nel cammino che conduce al desiderio del bene, dell’amore, della giustizia e della libertà;

la necessità di sviluppare maggiori opportunità di dialogo e di incontro costruttivo tra le diverse tradizioni culturali e religiose presenti nelle nostre comunità, al fine di rafforzare i legami di fraternità che esistono nella nostra regione;

– l’importanza di creare programmi universitari comuni, al fine di introdurre i giovani di tutta la regione mediterranea ad una migliore conoscenza rispettosa delle tradizioni e delle particolarità culturali di ogni Paese;

– il ruolo chiave della diplomazia a livello urbano nella promozione di uno sviluppo umano integrale e sostenibile basato sul rispetto della dignità e dei diritti fondamentali di ogni essere umano;

– l’importanza fondamentale del riconoscimento di un diritto universale alla salute e alla protezione sociale nell’area del Mediterraneo, in particolare a seguito della pandemia di Covid 19, e il ruolo centrale che la cooperazione a livello di città potrebbe svolgere nella lotta alla malattia;

– la necessità di implementare, quanto prima, soluzioni integrate per evitare cambiamenti climatici catastrofici. Il momento di agire è ora, al fine di preservare la qualità della vita per le generazioni a venire e conseguire un approccio ecologico integrale; -l’opportunità di promuovere una vera trasformazione della società finalizzata all’instaurazione di una cultura della sostenibilità sociale, anche attraverso nuove forme di cooperazione tra decisori politici, scienziati, leader spirituali e culturali e leader del commercio;

– l’importanza di promuovere opportunità di lavoro di qualità per le categorie svantaggiate, giovani e donne, e di favorire lo sviluppo economico e sociale dei paesi di origine dei migranti, anche attraverso programmi di cooperazione, volti in particolare alla tutela dell’infanzia;

– le politiche migratorie nel Mediterraneo e alle frontiere devono sempre rispettare i diritti umani fondamentali.

– la forte connessione esistente tra flussi migratori e cambiamento climatico, che colpisce in maniera accentuata il Mar Mediterraneo: fenomeni come la desertificazione, la deforestazione, il degrado del suolo stanno potenzialmente esponendo miliardi di persone a spostamenti di massa e migrazioni;

– l’importanza del rafforzamento delle relazioni interculturali e interreligiose, al fine di raggiungere un livello più elevato di comprensione reciproca tra individui di diversa origine, lingua, cultura e credo religioso; e, mentre si impegnano a promuovere progetti concreti di inclusione culturale, religiosa, sociale ed economica,

Invocano

– che i governi di tutti i paesi mediterranei stabiliscano una consultazione regolare con i Sindaci, con tutti i competenti rappresentanti delle comunità religiose, degli enti locali, delle istituzioni culturali, delle università e della società civile sulle questioni discusse in questa Conferenza. Le città rivendicano il loro diritto a partecipare alle decisioni che influiscono sul loro futuro;

Invitano 

– Governi, sindaci e rappresentanti delle comunità religiose a promuovere programmi educativi a tutti i livelli – un cammino che integra gli approcci antropologici, comunicativi, culturali, economici, politici, generazionali, interreligiosi, pedagogici e sociali per realizzare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente;

– Governi, sindaci e rappresentanti delle comunità religiose a promuovere iniziative condivise per il rafforzamento della fraternità e della libertà religiosa nelle città, per la difesa della dignità umana dei migranti e per il progresso della pace in tutti i Paesi del Mediterraneo;

– Sindaci e rappresentanti delle comunità religiose, a dialogare e mobilitare risorse per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile a favore della cooperazione internazionale, del dialogo interculturale e interreligioso, del rispetto di ogni individuo attraverso una più equa condivisione delle risorse economiche e naturali;

– Sindaci a discutere ed esplorare ciò che idealmente tiene insieme oggi una società civile e come i contesti contemporanei integrano tradizioni religiose ed espressioni culturali; 

– Rappresentanti delle comunità religiose, a esplorare come possano interagire tra loro e con i rappresentanti dei governi municipali e dei leader civici al fine di comprendere le cause e le ragioni della violenza e, quindi, lavorare insieme per eliminarla; – che i governi adottino regole certe e condivise per proteggere l’ecosistema mediterraneo al fine di promuovere una cultura circolare del mediterraneo in armonia con la natura e con la nostra storia. 

Foto tratte dal web

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