Nella sua esortazione apostolica post sinodale sui giovani, Christus vivit,  Papa Francesco parla di un giovane ragazzo, presto beato.  “Ti ricordo  la buona notizia che ci è stata donata il mattino della risurrezione: che in tutte le situazioni buie e dolorose di cui parliamo c’è una via d’uscita. Ad esempio, è vero che il mondo digitale può esporti al rischio di chiuderti in te stesso, dell’isolamento o del piacere vuoto. Ma non dimenticare che ci sono giovani che anche in questi ambiti sono creativi e a volte geniali. È il caso del giovane venerabile Carlo Acutis”.

Lo scorso 21 febbraio Papa Bergoglio ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo proprio ad un miracolo, attribuito all’intercessione di questo ragazzo che potrebbe diventare il Patrono di internet: la guarigione improvvisa di un bambino brasiliano, affetto da una malformazione congenita al pancreas.

Il prossimo 10 ottobre sarà beatificato ad Assisi. Questo ragazzo dal dolce sorriso che attraverso il mondo telematico, era capace di trasmettere la fede ai suoi coetanei. Aveva persino un suo sito sui miracoli eucaristici.

Carlo Acutis
Carlo Acutis

Carlo Acutis, il ragazzino di 15 anni, ucciso da una leucemia fulminante, con la passione per la tecnologia, la cui storia ha commosso tutto il mondo, usava internet per far conoscere Gesù, per far capire ai giovani il valore dei Sacramenti. Del resto Carlo Acutis diceva così: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”.

Era nato a Londra dove i genitori vivevano, poiché il padre lavorava lì. La sua infanzia si svolge poi a Milano.  Carlo riceve la Prima Comunione a sette anni, è un ragazzino che si confessa spesso, perché come diceva: “Come la mongolfiera per salire in alto ha bisogno di scaricare i pesi, così l’anima per levarsi al Cielo ha bisogno di togliere anche quei piccoli pesi che sono i peccati veniali”.

Testimoniava anche su internet il suo amore profondo a Gesù, frequentava assiduamente la parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, allievo delle suore Marcelline alle elementari e alle medie, poi dei padri gesuiti al liceo Leone XIII.

Messa e Rosario erano i punti importanti della sua vita, un fulgido esempio, tanto da convertire il domestico che lavorava in casa, un induista di casta sacerdotale bramina.

Muore il  12 ottobre 2006 nell’ospedale San Gerardo di Monza. Sette anni dopo, il 13 maggio 2013, la Santa Sede concede il nulla osta per l’avvio della sua causa di beatificazione, la cui inchiesta diocesana si è svolta a Milano fino al 2016.

Il 5 luglio 2018 Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto, che dichiarava venerabile Carlo.

Un ragazzino innamorato dell’Eucaristia, devoto della Madonna che faceva il catechista e voleva andare in Paradiso, che usava internet per evangelizzare, per far conoscere il suo caro amico Gesù a tutti.

Carlo Acutis

Foto tratte dal web

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