Siamo e saremo dove le nostre comunità ci vogliono vedere, tra la gente”, per continuare a garantire una efficace azione a tutela della sicurezza, ma anche per farsi interpreti attenti del disagio e dello smarrimento che gli italiani stanno vivendo per l’emergenza dovuta al Covid“.

Si era espresso così il capo della Polizia Lamberto Giannini, al Quirinale, in occasione del 169esimo anniversario della Fondazione del corpo.

Ed è così ogni giorno per le Forze dell’ordine che in quei turni massacranti, troppo spesso rischiosi, si trovano a sperimentare le problematiche del territorio, ma anche i bisogni del singolo cittadino.

E sono proprio quelle necessità del quotidiano, quel disagio e smarrimento ad avvicinare la Polizia di stato al cittadino, che sempre più si fida dell’operatore della Volante. C’è una sorta di filo invisibile che si intreccia con la professionalità la preparazione acquisita e con i valori etici del rispetto dell’altro, della solidarietà verso chi ha bisogno, verso chi in un momento di fragilità, si sente circondato da grandi avversità, che a volte sembrano insormontabili. In preda allo smarrimento chiama la Polizia di Stato che accorre.

L’emergenza Covid-19 ci ha offerto, in questo ultimo anno, innumerevoli episodi, che vedono protagonisti gli agenti delle varie questure d’Italia di gesti di solidarietà, di aiuto verso gli anziani specialmente.

È accaduto anche a chi vi sta scrivendo, che ha trovato un supporto, un aiuto concreto in una situazione pratica, ma in quel momento insormontabile ai suoi occhi.

Questura di Viterbo

Walter e Giuseppe del Reparto prevenzione crimine, ossia le “Volanti” della Questura di Viterbo, dopo la richiesta di intervento accolta dalla sala operativa diretta dall’ispettore Luca Tommassini, sono arrivati e hanno testimoniato quel motto che contraddistingue la Polizia di Stato: #essercisempre.

Uno slogan che esprime il costante e continuo impegno di poliziotte e poliziotti che scendono in strada tra i cittadini, pronti a raccogliere le loro  richieste di aiuto, a soccorrere chi è in pericolo e ad assicurare alla giustizia chi vive ai margini della legalità.

Sono questi i valori che contraddistinguono questi “angeli del quotidiano” che oggi, a Viterbo, dalla questura  diretta da Giancarlo D’Elia, hanno teso una mano ad una donna in difficoltà.

Santa Madre Teresa di Calcutta diceva: “Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno, non è vissuto invano“.

Grazie Walter e Giuseppe per quella fiaccola che ha illuminato il buio di una mattina che, invece, si è rischiarata.

 

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