Reliquia "ex oxibus" Santa Faustina Kowalska

Sono frammenti sospesi tra cielo e terra le reliquie dei santi. Il popolo cristiano le venera per illuminare la propria vita con lo stile di quel santo, ponendosi alla scuola di figure che hanno lasciato un segno nel loro pellegrinaggio terreno, Del resto, non a caso Karl Rahner, il teologo gesuita tedesco che tanta parte ebbe nel movimento ecclesiale di rinnovamento culminato nel Concilio vaticano II,  parlava di una teologia esistenziale-soprannaturale legata alla devozione per le reliquie, particolare scia di testimonianza di figure alla sequela di Cristo.

Santa Faustina Kowalska parrocchia Santa BarbaraQuesta devozione si è consolidata in una parrocchia viterbese, quella di Santa Barbara, che domenica 30 ottobre ha accolto la reliquia di santa Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, una reliquia “ex oxibus” proveniente dal santuario Divina misericordia di Cracovia, dove riposa la sua spoglia terrena, e donata alla parrocchia viterbese dalle suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, la famiglia religiosa nella quale era entrata ventenne nel 1925.

Ma a vent’anni, come racconta nel suo diario spirituale, oggi tradotto in decine di lingue, decise di consacrarsi al Signore, spinta da una visione di Gesù sofferente che le dice: ” Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?”. Fu una folgorazione che il 10 agosto 1925 la portò ad entrare appunto nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, a Varsavia, con il nome di suor Maria Faustina. Per tredici anni visse in vari conventi della congregazione, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia, con umiltà e fervore.

Divina Misericordia, Santo Spirito in Sassia
Divina Misericordia, Santo Spirito in Sassia

Ricevette stigmate, visioni e rivelazioni, tutte annotate sul diario che tenne dietro consiglio dei suoi padri confessori e che contiene, tra l’altro, l’ispirazione della Coroncina della Divina Misericordia, la preghiera oggi recitata in tutto mondo. Morì trentatreenne a Cracovia  il 5 ottobre 1938, a Cracovia. Fu beatificata da Giovanni Paolo II, il 18 aprile 1993 e canonizzata il 30 aprile 2000.

Don Claudio Sperempani, don Godfrey Mwansa
Don Claudio Sperapani, don Godfrey Mwansa

Un piccolo frammento di questa santa si trova dunque ora nella cappellina dell’adorazione nella parrocchia di Santa Barbara, accanto alla reliquia del sangue di San Giovanni Paolo II.

Reliquia Sangue di San Giovanni Paolo II
Reliquia Sangue di San Giovanni Paolo II

“Ora la cappella è completa”, ha detto con una velata emozione il parroco don Claudio Sperapani al termine della Messa domenicale delle 9.30 celebrata da don Godfrey Mwansa.

Un piccolo frammento, ma un segno significativo dell’infinita bontà di Dio, per accarezzare i volti rigati da lacrime, per consolare, ma anche per indicare la direzione ultima della nostra vita.  Perché la devozione, la comunione con i santi nostri intercessori è un grande aiuto nella nostra vita quotidiana, nel nostro cammino cristiano.

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