Un momento di sosta fra tre “lavoratori” e quattro pellegrini, prima di riprendere – per citare implicitamente la nostra testata – ciascuno il proprio impegno, c’è stato lunedì 9 ottobre alla chiesetta di Santa Maria Mater Amabilis a Castel d’Asso, quella che accoglie da qualche anno l’associazione intitolata al beato Domenico Bàrberi, editrice del nostro giornale.

Santa Maria di Castel d'Asso Alla chiesetta stanno per cominciare i lavori di rifacimento del tetto e quindi va sgomberata di tutti gli arredi. Questo compito ha visto impegnati, appunto lunedì, Mario Mancini e Sandro Toso, presidente e tesoriere dell’associazione, insieme con Pierluigi Natalia, il direttore di Sosta e Ripresa. Ma la chiesetta è anche luogo di passaggio dei pellegrini della via Francigena, oltretutto in un punto importante. Infatti sta per esservi posto, per iniziativa dell’associazione degli Amici della via Francigena, il cippo del “chilometro 100” quello necessario per ottenere il timbro sul libretto del pellegrinaggio, quello che ne certifica il completamento anche prima di arrivare a Roma.

Santa Maria di Castel d'Asso Mentre i tre riempivano scatoloni e trasportavano quadri e arredi vari, sono arrivati, a breve distanza di tempo, due pellegrini catalani e due olandesi, in cerca appunto del timbro e di un po’ d’acqua. Mancini, Toso e Natalia, felici per l’incontro (e magari per la pausa) hanno aggiunto del gingerino e dei dolcetti rimasti dall’ultimo piccolo ristoro che segue le Messe domenicali a Castel d’Asso – che per qualche tempo a causa dei lavori dovranno trasferirsi nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia – in un clima immediatamente amichevole. Tempo ben speso, dunque, seppure all’apparenza sottratto a compiti e priorità più impellenti. Mentre i quattro pellegrini riprendevano il cammino verso Vetralla, i tre impegnati a Castel d’Asso sono tornati al loro compito e, per inciso, lo hanno finito in giornata.

Santa Maria di Castel d'Asso

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