Dio Padre accolga tra le sue braccia Vincent Lambert. Non costruiamo una civiltà che elimina le persone la cui vita riteniamo non sia più degna di essere vissuta: ogni vita ha valore, sempre”, ha scritto così papa Francesco in un tweet.

Vincent Lambert è morto. Il 42enne infermiere tetraplegico a causa di un grave incidente stradale nel 2018, era sotto sedazione profonda prevista legge francese, con solo l’umidificazione delle labbra. I medici, infatti, gli avevano sospeso l’alimentazione e le cure e Vincent, inesorabilmente, è finito in una terribile agonia per denutrizione e disidratazione.

Nonostante i suoi genitori si siano battuti fino all’ultimo per impedire che venissero interrotte le cure e l’alimentazione, oggi, alle 8:30 Vincent se ne è spirato.
Da tempo era ricoverato all’ospedale di Reims, presso il reparto di cure palliative, che in fin dei conti portano a staccare i supporti Vitali, richiesti dalla moglie.

Un susseguirsi di decisioni intorno a questa vicenda, un tira e molla tra i genitori che volevano trasferire il figlio in una struttura specializzata per mantenere le funzioni vitali, la moglie, il Comitato ONU per i diritti dei disabili attivato dai genitori, gli appelli del Papa. “I medici servano la vita, non la tolgano” Papa Bergoglio lo ha scritto in un altro twitt, eppure Vincent Lambert ha cessato di vivere.

La società ha ceduto alla cultura dello scarto, una pagina molto triste e dolorosa “Una sconfitta per la nostra umanità” come affermato dal presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Vincenzo Paglia.

Per noi cattolici è una grave violazione della dignità della persona ricorrere al l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione.

Tenere in vita, alimentare un ammalato non vuol dire ostinazione terapeutica, ma è un gesto di pietà e rispetto verso chi è debole.

Non è un’ostinata forma terapeutica, ma una forma di mantenimento della vita. Un dovere per chi rispetta questo dono.

Foto tratta dal web

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