Nel 90° compleanno di padre Ignazio Martelletto CSJ, si sono stretti intorno a lui ieri, sabato 27 gennaio, la comunità parrocchiale di San Leonardo Murialdo, dove esercita ancora il suo ministero pastorale da coadiutore dopo esserne stato a lungo parroco, e la Chiesa tutta che è in Viterbo, con il vescovo Orazio Francesco Piazza, diversi presbiteri e diaconi, e i numerosi fedeli che gremito la Chiesa per la Santa Messa.
A questo proposito, padre Ignazio ha detto, tra le altre considerazione significative, due cose che ne rivelano una concezione del sacerdozio che rivela la piena compenetrazione del suo – fu ordinato nel 1962 – nella grande stagione e nel cammino già pluridecennale del Concilio Vaticano II. Una delle due è stata almeno in parte scherzosa, quando ha sostenuto che «per arrivare a novant’anni bisogna stare tra la gente». L’altra, più carica di senso, di espressione – forse involontaria e certo non immodesta – della verità profonda del ministero, quando ha detto di conoscere uno per uno i presenti nella chiesa: «Potrei dire di ciascuno di voi cosa c’è nel vostro» cuore», ha detto. «Vi voglio bene», ha aggiunto, dicendosi dispiaciuto di non poter ringraziare personalmente ciascuno di loro.
Parole di omaggio non di circostanza e di autentico affetto ha avuto per lui padre Tullio Locatelli, superiore generale dei Giuseppini del Murialdo, che al termine della Messa ne ha ricordato l’impegno a Viterbo dal 1972, prima come direttore dell’Istituto teologico filosofico di San Pietro e poi appunto come parroco di San Leonardo Murialdo.

Ma l’omaggio forse più significativo è venuto dal vescovo Orazio Francesco, alla guida della diocesi viterbese da poco più di un anno, che all’omelia, scusandosene con l’assemblea, si è rivolto direttamente a padre Ignazio. Ha detto di averne riconosciuto la profondità e lo spessore spirituale, rivelando ai presenti di averlo scelto per questo come proprio confessore, e su di lui ha declinato, partendo dalle letture proposte dalla liturgia, le caratteristiche di chi parla a nome Dio e che alla volontà di Dio si conforma.
Dopo la celebrazione c’è stato un rinfresco nei locali della parrocchia con torta e candeline “d’ordinanza”.
Alla gratitudine di tutti al Signore per il dono di questo religioso giuseppino che tanto bene ha fatto negli oltre sessant’anni del suo sacerdozio, Sosta e Ripresa aggiunge il proprio particolare ringraziamento per la preziosa collaborazione da lui fornita al giornale in modo a lungo continuativo.

