15. PREGHIAMO allora INSIEME… soprattutto con la VITA

E non dobbiamo avere timore di pregare come altri pregano: Pachamama, Newman, Teilhard de Chardin, San Francesco.

Madre Terra don Gianni Carparelli

1. Preghiera alla “Madre Terra” dei Quechua:

Rendiamo grazie a nostra madre, la terra, che ci sostiene.

Restituiamo grazie ai fiumi e ai torrenti che ci forniscono l’acqua.

Ringraziamo tutte le erbe che forniscono medicine per curare le nostre malattie.

Ringraziamo il mais e le sue sorelle, i fagioli e la zucca, che ci danno la vita.

Restituiamo grazie ai cespugli e agli alberi che ci forniscono la frutta. che ci forniscono frutta.

Ringraziamo il vento, che, muovendo l’aria, ha bandito la malattia.

Ringraziamo la luna e le stelle che ci hanno dato la loro luce quando il sole se n’è andato.

Rendiamo grazie a nostro nonno He-no che ci ha dato la sua pioggia.

Rendiamo grazie al sole che ha guardato la terra con un occhio benefico.

Infine, rendiamo grazie al Grande Spirito. in cui si incarna tutta la bontà

e che dirige tutte le cose per il bene dei suoi figli.

San John Henry Newman
San John Henry Newman

2. Preghiera di San John Henry Newman

Stai con me, e inizierò a brillare come brilli Tu,

al punto da poter essere una luce per gli altri.

La luce, Gesù, verrà tutta da Te.

Sarai Tu a brillare sugli altri attraverso di me.

Dona luce a loro come a me;

illuminali con me, attraverso di me.

Fa’ che Ti predichi senza predicare –

non con le parole, ma con il mio esempio

e mediante l’influsso empatico di quello che faccio -,

attraverso la mia somiglianza visibile ai Tuoi santi

e l’evidente pienezza dell’amore che il mio cuore prova per Te.

 

Teilhard de Chardin
Teilhard de Chardin

3. Da “La Messa sul mondo” di Teilhard de Chardin.

Immergiamoci in questo oceano e ci sentiremo abbracciati da Dio nelle braccia del Figlio suo.

Mi prostro, o Signore, dinanzi alla tua Presenza nell’Universo diventato ardente e, sotto le sembianze di tutto ciò che incontrerò, e di tutto ciò che mi accadrà, e di tutto ciò che realizzerò in questo giorno, io Ti desidero e Ti attendo.

È una cosa terribile essere nati, trovarsi cioè irrevocabilmente portati via, nostro malgrado, da un torrente d’energia formidabile che, sembra. voler distruggere tutto ciò che trascina con sé. O Signore, voglio che, con un capovolgimento di forze di cui solo Tu puoi essere l’autore, lo spavento che mi coglie di fronte alle innominate alterazioni che si preparano a rinnovare il mio essere si muti in una gioia esuberante di essere trasformato in Te.

Anzitutto; senza esitare, stenderò la mano verso il pane ardente che mi presenti. In questo pane, in cui hai racchiuso il germe di ogni sviluppo, riconosco il principio ed il segreto dell’avvenire che Tu mi riservi. So che accettarlo significa abbandonarmi alle potenze che mi strapperanno dolorosamente a me stesso per spingermi verso il pericolo, verso la fatica, verso il rinnovamento continuo delle idee, verso l’austera rinunzia agli affetti.

Mangiarlo significa contrarre per ciò che è, in tutto al di sopra di tutto, un gusto ed un’affinità che, d’ora innanzi, mi renderanno insipide le soddisfazioni che riscaldavano la mia vita. O Signore Gesù, accetto di essere posseduto da Te e guidato dall’inesprimibile potenza del tuo Corpo al quale sarò legato, verso vette deserte ove, solo, non avrei mai osato salire. Come ad ogni uomo, anche a me piacerebbe, istintivamente, piantare quaggiù la mia tenda su un monte eletto. Come tutti i miei fratelli, ho anche paura dell’avvenire troppo misterioso verso il quale mi spinge la durata. E poi, ansioso con loro, io mi chiedo dove vada la vita…

Possa questa Comunione del pane con il Cristo ammantato dalle potenze che dilatano il Mondo liberarmi dalla mia timidezza e dalla mia indolenza! O Signore, sulla tua parola, mi precipito nel turbine delle lotte e delle energie in cui si svilupperà in me la capacità di cogliere e di sperimentare la tua Santa Presenza.

A colui che amerà appassionatamente Gesù nascosto nelle forze che fanno crescere la Terra, la Terra, sollevandolo maternamente tra le sue gigantesche braccia, farà contemplare il volto di Dio…

4. Da ‘Inno sull’universo’ di Teilhard de Chardin (Messa sul mondo

Poiché ancora una volta, o Signore, non più nelle foreste dell’Aisne ma nelle steppe dell’Asia, sono senza pane, senza vino, senza altare, mi eleverò al di sopra dei simboli sino alla pura maestà del Reale, e Ti offrirò, io, Tuo sacerdote, sull’altare della Terra intera, il lavoro e la pena del Mondo. Sulla mia patena, porrò, o Signore, la messe attesa da questa nuova fatica e, nel mio calice, verserò il succo di tutti i frutti che oggi saranno spremuti. Il mio calice e la mia patena sono le profondità di un’anima ampiamente aperta alle forze che, tra un istante, da tutte le parti della Terra, si eleveranno e convergeranno nello Spirito. Vengano pertanto a me il ricordo e la mistica presenza di coloro che la luce ridesta per una nuova giornata. Ad uno ad uno, o Signore, li vedo e li amo, tutti quelli che mi hai dato quale sostegno e gioia naturale della mia esistenza. Ad uno ad uno, conto anche i membri di quell’altra e tanto cara famiglia che, a poco a poco, a partire dagli elementi più disparati, è stata riunita attorno a me dalle affinità del cuore, della ricerca scientifica e del pensiero. Più confusamente, ma tutti senza eccezione, evoco coloro la cui folla anonima costituisce la massa innumerevole dei viventi: quegli ignoti che mi circondano e mi sostengono a mia insaputa, quelli che vengono e quelli che se ne vanno, e soprattutto quelli che, nella verità o nell’errore, hanno fede nel progresso delle cose e, nell’ufficio, nel laboratorio o nella fabbrica, oggi, con passione, inseguiranno la luce. ……

Ricevi, o Signore, questa Ostia totale che la Creazione, mossa dalla Tua attrazione,                presenta a Te nell’alba nuova. Questo pane, il nostro sforzo…. Questo vino, la nostra sofferenza… non è purtroppo, sinora, che una bevanda dissolvente. Ma, in seno a questa massa informe, hai messo ne sono sicuro perché lo sento – un’irresistibile e santificante aspirazione che, dall’empio al fedele, ci fa tutti esclamare: «O Signore, rendici uno!». Tu mi hai dato, o Signore, una simpatia irresistibile per tutto ciò che si agita nella materia oscura, – poiché riconosco in me, senza rimedio, ben più di un figlio del Cielo, un figlio della Terra, – salirò stamane, in pensiero, sulle più alte vette, carico delle speranze e delle miserie di mia madre, e lassù. – in forza di un sacerdozio che solo Tu, credo, mi hai conferito, – su tutto ciò che, nella Carne dell’Uomo, si prepara a nascere o a perire sotto il sole che spunta, io invocherò il Fuoco.

Padre nostro

5. Il Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

San Francesco d'Assisi

6. La Preghiera semplice di san Francesco è sempre benvenuta

 

Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

dove è odio, fa ch’io porti amore,

dove è offesa, ch’io porti il perdono,

dov’è discordia ch’io porti l’Unione,

dov’è dubbio fa’ ch’io porti la Fede,

dove è l’errore, ch’io porti la Verità,

dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,

dove sono le tenebre, ch’io porti la luce,

Maestro, fa che io non cerchi tanto,

di essere compreso, quanto di comprendere,

di essere amato, quanto di amare,

Poiché: se è dando, che si riceve,

È perdonando che si è perdonati,                                  è morendo che si risuscita a Vita Eterna.

(Continua)

 

 

 

 

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