Interessante e  molto apprezzato incontro con il dr. Mario Brutti sulla Finanza, a Viterbo.

L’occasione è l’apertura del Corso sulla Dottrina Sociale della Chiesa per laici, nel 50esimo di attività della testata giornalistica di ispirazione cattolica, Sosta & Ripresa, presso i locali della Parrocchia di Santa Barbara a Viterbo.

Dr. Mario Brutti e dr. Mario Mancini

La profonda relazione del presidente della fondazione Fuci, già presidente della Fondazione Carivit, ha preso come spunto di riflessione il Documento “Oeconomicae et pecuniariae questione“, ossia questioni economiche e finanziarie”, con il quale Papa Francesco attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede esprime le sue considerazioni sul mondo della Finanza.
La Chiesa con questo Documento esprime una riflessione etica nelle banche.
Parliamo di finanza come un servizio, che dà il carburante all’economia. Borsa( titoli, obbligazioni) sono il mondo finanziario”, ha affermato il dott. Brutti.
L’importante documento tocca incisivamente, anche se non in termini del tutto negativi, il comportamento e quegli strumenti che possono ledere la persona. Il dr. Brutti, infatti, puntualizzando gli aspetti del mondo finanziario, ha saputo rivelare l’ottica del discernimento del Documento.

Ne emerge la posizione della Chiesa nei riguardi dei meccanismi finanziari e dell’intermediazione finanziaria, condannando quelle attività speculative e le gravi frodi compiute in questi anni, come il caso del Libor. La Chiesa propone alcune formule come
la separazione tra banche commerciali e d’affari, il controllo dei mercati over the counter o dello shadowbanking system.

Le regole  nel documento vengono indicate a chiare lettere, con punti che offrono una meditazione sul ruolo del mondo finanziario che va regolato. “La finanza va regolata, prosegue il dr. Brutti – ci vuole simmetria: banca e cliente non sono sullo stesso piano, le asimettrie producono conseguenze. L’attività finanziaria, va regolata, i mercati vanno regolati”.

Nell’ottica della Dottrina sociale della Chiesa è importante che ci sia un profondo rinnovamento dei cuori e delle menti, per mettere la persona al centro della vita economica, perché non si tratta solo di “avere di più” ma di “essere di più”.

È necessario  arrivare a regole condivise, più umane, per evitare differenze. La Chiesa sottolinea, appunto, il valore della persona, cosa che la Finanza non fa.

È altresì importante trovare un sistema a garanzia del cittadino, che riduca le disuguaglianze. Ci sono meccanismi che creano spereguazioni. Su questa scia, purtroppo, si sono verificati molto casi di suicidi, anche tra i giovani.
Sono in aumento a causa di problemi economici, perché non riescono a trovare lavoro come giovani o vittime di fisco ed usurai. Quindi, bisognerebbe avviare una rete propedeutica per individuare e sostenere chi è in difficoltà a causa di queste diversità. Come sottolineato da don Claudio Sperapani, parroco della Chiesa di Santa Barbara che ha accolto questa iniziativa, riguardo ai giovani vittime di modelli sbagliati con una  visione economica errata nel quale i giovani impostano la vita che poi li porta al suicidio:
“Il Papa dice che il mondo ha bisogno di laici in uscita, ma adulti e maturi nella fede, altrimenti non c’è dialogo”.

Un corso nato “Da  un’ esigenza personale sulla Dottrina sociale della Chiesa, perché a noi laici serve qualcosa di più fruibile”, ha dichiarato Mario Mancini il direttore editoriale di Sosta & Ripresa.

Una lezione che ha offerto ai numerosi visitatori l’opportunità per riflettere sul nostro ruolo di cattolici, impegnati ad agire con carità fraterna, riconoscendo anche la  dimensione morale della vita economica. Un approccio etico che agisca per il bene dell’altro, proteggendolo, consigliandolo, supportandolo.

Prossimo appuntamento a martedì 10 dicembre con Carlo Cirotto, professore Università di Perugia che parlerà di Bioetica.

Dr. Paolo Baldasarre, dr. Mario Brutti ed il dr. Mario Mancini

Presente nella Sala parrocchiale il simbolo di Posto Occupato, iniziativa “a costo zero e a chilometro zero”, come la descrive la sua ideatrice Maria Andaloro,  nata nel 2013, per ricordare e sottolineare l’assenza delle donne uccise.

Posto occupato

 

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