Di Bruno Napoli

In occasione dell’incontro dello scorso 27 luglio alla ‘Volpaia’ Castel d’Asso, Padre Ubaldo Terrinoni Ofm ha citato due  passi, uno dei quali dall’Antico Testamento, e l’altro dal Nuovo Testamento.

Padre Ubaldo Terrinoni
Padre Ubaldo Terrinoni

Il primo è in  Gs.  10, 10 – 15 il passo famoso del “fermati o sole….” Che al  v. 13  parla della luna –  “ .. Sole , fermati in Gabaon, e tu luna,nella valle di Aialon. Si fermò il sole  e la luna rimase immobile,  finchè il popolo non si vendicò dei nemici…”  In altri versetti  precedenti, parla anche di “pietre che uccidono “ ……. Uno straordinario fenomeno di una bomba di grandine”, per la quale dice il passo, morirono più nemici di quanti ne uccisero  gli israeliti.

L’episodio si situa, come noto, nel 1°dei libri storici (Giosue’), come noto, dopo la lunga vicenda dell’Esodo (cattività, liberazione, deserto, arrivo nella terra promessa), nella terra promessa che si chiamava terra di Canaan,  che viene trovata già abitata da vari popoli di religione pagana, per cui si verificano scontri e guerre. Durante una delle battaglie che la Bibbia racconta per la conquista della terra, Giosuè, incoraggiato dal fenomeno della grandine, alza la nota invocazione, che letta nella sua completezza coinvolge anche la luna.

La luna rossa

Alcuni studiosi dicono che il fenomeno potrebbe essere stato naturale. La luna si sarebbe allineata  di fronte al sole e la luce del giorno si sarebbe allungata di  un certo tempo.

(Il fenomeno è stato descritto dal fisico inglese    Sir Colin Humprey sulla rivista “Astronomy & Geophiscs” ( (2017), e si chiama “Eclissi Anulare”.  La luna passa davanti al sole,  ma non lo oscura e si produce un anello di fuoco che aumenta la luminosità nelle ore vicino al tramonto. Il fenomeno, è stato calcolato, sarebbe avvenuto, 3224 anni fa – riferito all’anno in cui uscì l’articolo – esattamente il 30 ottobre del 1207 a.C, proprio sulla terra di Canaan.)

Un fenomeno particolare della luna avvenne anche a Fatima.  Anche lì nel 1917, venne vista da molte persone convenute,  la luna che roteò:  la considerazione che si può fare, è che nulla è impossibile al Signore.

Il brano può essere interpretato come simbolo dell ‘ultimo giorno di Jahweh, come storia conclusiva dell’     umanità.  Ma non dobbiamo dimenticare che c‘è  anche un’azione continua di Dio nel creato, in cui ci plasma e ci ricrea ogni giorno.  Ce lo ricorda il Salmo 104, un bellissimo inno al creato, opera di Dio,  che al v. 19,  nomina la funzione della luna ..” fatta per segnare le stagioni…..”

Il brano del N. Testamento è quello di Ap. 12, vv.1-2: …” Nel cielo  apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, e sul suo capo una corona di dodici stelle…”.  Le parole devono essere interpretate come il verificarsi di un grande segno, per quello che contiene:

nel cielo, cioè nella sfera di Dio;

donna vestita di sole,  cioè avvolta di sole – si deve notare che  il sole nella Bibbia è riferito sempre a Dio.

La luna , cioè l astro che segna il tempo, le stagioni, gli anni; sotto i suoi piedi,  vuol dire che il tempo non intacca questa donna che ne è al di sopra, con una corona di 12 stelle , cioè la totalità del popolo di Dio (simboleggiata  dal numero 12, che segna il numero delle tribù di Israele e quello degli apostoli).

Come decodificare questa donna? La  prima e spontanea interpretazione è quella di identificarla con Maria, la madre di Gesù, ma non è così.

In realtà  la donna è la Chiesa,  la sposa (mistica e reale) di Cristo.

La Madonna è, da parte sua, la realizzazione  ideale della santità; la  Chiesa  da parte sua (la donna del brano) partorisce continuamente i battezzati, a volte e spesso con parto doloroso, e la Chiesa, è anche la coppia umana, costituita dalle due persone, uomo e donna, immagine visibile della Chiesa stessa: dunque  amare la Chiesa è amare la moglie , il marito, è la dimensione della  Chiesa domestica.

Amiamo la Chiesa  nella sua concreta pratica, teniamo presente anche i suoi peccati, ricordando  S.Agostino, che la definì “santa e meretrice” nello stesso tempo, ma necessaria quanto mai.

Importante ricordare, per concludere, il testamento di Paolo VI, che nell ultima pagina così esclama:

“…Quanto alla Chiesa…  come vorrei  che sapesse quanto l’ ho amata…”

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