Proseguono gli incontri sulla Dottrina sociale della Chiesa, a cura della testata giornalistica di ispirazione cattolica, Sosta & Ripresa.
Il 13 gennaio, nei locali della parrocchia di Santa Barbara, si è discusso  sul tema del lavoro è stato Pierluigi Natalia, che di Sosta & Ripresa è direttore responsabile, e che al suo intervento ha dato il significativo titolo “Non possiamo servire due padroni“.
Sullo scottante tema del lavoro, di grande attualità e che ha visto  coinvolti a vario titolo i numerosi presenti, Natalia ha offerto una profonda riflessione, sviluppata e approfondita nell’ottica del messaggio cristiano. Ad introdurlo il direttore editoriale Mario Mancini.

Pierluigi Natalia e l’editore di Sosta & Ripresa, Mario Mancini

Dall’interessante intervento emerge che apparteniamo ad una storia che è stata particolarmente attenta al lavoro, da sempre. Dalla posizione cattolica, da quella di cittadini italiani, il lavoro è stato ed è oggetto di continua attenzione.
“Una storia attenta ai lavoratori – afferma Pierluigi Natalia –  da cattolici, perché lo mostrano tutti gli interventi del magistero Pontificio e non solo che si sono susseguiti dalla Rerum novarum, (Enciclica sociale di Papa Leone XIII con la quale la Chiesa Cattolica per la prima volta prende la posizione  in merito alle questioni sociali fondando la moderna Dottrina sociale della Chiesa), fino alla “Evangelii gaudium“, (ossia La gioia del lavoro, la prima esortazione apostolica di Papa Francesco) sia come cittadini italiani perché è forse il più recepito nella costituzione italiana nella quale lavoro il secondo termine più usato dopo “legge”.

La società italiana, ormai, offre uno spaccato che vede i giovani in preda  ad una frustrante condizione a causa della disoccupazione. I cinquantenni angosciati dalla perdita del lavoro al quale hanno dedicato gran parte della loro esistenza, ma anche la sofferenza di quelle persone malpagate, sfruttate e private,quindi,dei diritti e della loro dignità.
“Da un trentennio a questa parte quella antropologia secondo il progetto di Dio,  ha ceduto di fronte alla sfida suadente e persuasiva di Mammona – sostiene Natalia – da 30 anni si accelera il passaggio della ricchezza del mondo dal lavoro al parassitismo, dalla costruzioni di migliori condizioni di vita sempre più diffuse allo strapotere di una finanza famelica e predatrice, Che, per inciso, è il migliore alleato delle varie forme in cui il lavoro viene sfruttato e deturpato dell’illegalità, come il caporalato, le agromafie o le ecomafie”.
Tutto questo , non è altro che vivere il lavoro secondo una condizione di peccato e al sempre più crescente allargamento della povertà provocata proprio da quella attacco sistematico al diritto al lavoro.
Altro tema affrontato è la questione del lavoro femminile e delle sue implicazioni sulla vita familiare. Ormai la disoccupazione femminile è più alta di quella maschile per non parlare dei salari delle donne che sono più bassi di quelli degli uomini a parità di mansione.
” Non sono solo statistiche sono prove lampanti di come la nostra società si aristìa sia a riconoscere e valorizzare le competenze delle donne Ma soprattutto a creare una reale incompatibilità tra lavoro e vita familiare”, sostiene Natalia.
Infine il relatore tocca il grave nodo della sconnessione tra mondo del lavoro e sistema scolastico. Non solo ormai un terzo degli studenti italiani di scuola superiore non riesce a comprendere un testo scritto di media difficoltà, ma pur mel proliferare di corsi scolastrici ed extrascolastici, gli studenti restano privi di quelle attitudini e quelle competenze che sarebbero necessarie per inserirsi nel mondo del lavoro e nella vita adulta.
“Servono scelte politiche riforme vere che riempiono questo burrone che pianino il percorso di crescita dei nostri giorni uno sforzo culturale una visione di futuro che ripensi insieme scuola e lavoro ponendoli al centro di ogni progetto di sviluppo umano e sociale”, come sottolineato dal relatore.
Il lavoro nella moderna società è soggetto a cambiamenti vertiginosi tali da modificare sia i modelli etici che quelli di vita. Natalia pone  degli interrogativi proprio in relazione al lavoro, a quali siano i diritti e i doveri dei lavoratori, quali le competenze per gestire il rapporto tra macchina robot e lavoratore. Così, è la cultura ma anche le forze sociali e devono trovare quelle forme di tutela efficaci per un lavoro che si può definire degno, anche nel tempo della cosiddetta economia 4.0.
Pierluigi Natalia conclude il suo intervento sostenendo con profonda convinzione come sia importante “Fare  sempre del nostro meglio per noi stessi e per chi ci viene accanto. Se ciò non accadesse sarebbe la negazione del progetto di Dio. Sarebbe scegliere che vinca Mammona”.

Segue video a cura di Mariella Zadro

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