Mi sono sempre chiesto chi sono i santi protettori delle diverse
professioni e perché proprio quel santo/santa è stato scelto per questa o
quella particolare attività.
La ricerca ci porta lontano ne tempo.
Nel periodo primordiale del paleolitico e del neolitico la figura che più di
ogni altra dominava l’orizzonte del divino era “La Grande Madre”. La sua
figura rimanda certamente al simbolismo legato alla fertilità: nascita,
nutrimento, crescita, morte. Era quindi una divinità più legata al ciclo
della vita che al lavoro.
Nelle successive civiltà antiche il lavoro dell’uomo era considerato un’alta
forma di socialità: oltre ad essere una necessità quotidiana, per gli
uomini e le loro famiglie, era anche un legame con il divino che
generosamente donava raccolti, vendemmia, bestiame ecc.
Col passar del tempo questo legame venne associato ad alcune specifiche
divinità divenendo il “nume protettore” delle diverse attività dell’uomo
(sia se svolte da uomini liberi sia se svolte da schiavi).
Nel “Vicino Oriente” e nell’Europa ricordiamo:
Mesopotamia


 Ea/Enki: Dio delle arti artigianali era, ovviamente, protettore
degli artigiani;
 Nidaba/Nisaba: Dea della scrittura e dei numeri, era venerata
dagli scribi per il suo ruolo centrale nell’amministrazione.
Antico Egitto


 Hathor: Dea della musica e delle arti, proteggeva gli artisti e tutti
coloro che praticavano mestieri creativi;
 Ptah: Divinità della creatività e dell’architettura era il protettore
degli artigiani e dei costruttori;
 Sekhmet: Dea della salute, proteggeva i medici;

 Thot: Divinità della conoscenza e matematica era il protettore
degli scribi.
Grecia Antica


 Ares: Dio della guerra era il protettore dei soldati;
 Atena: Dea della sapienza e della tessitura, protettrice degli
artigiani e delle artigiane;
 Demetra: Dea dell’agricoltura, custode dei contadini e del
raccolto;
 Efesto: Dio della metallurgia e della lavorazione dei metalli era,
ovviamente, il patrono dei fabbri e degli artigiani;
 Hermes: Protettore dei mercanti, dei viaggiatori e dei messaggeri.
Antica Roma


A Roma, data l’equiparazione delle divinità locali a quelle della Grecia,
notiamo che in genere le divinità romane avevano le stesse attività
protettrici di quelle greche:
 Marte: Come il suo equivalente greco era il dio della guerra e
protettore dei soldati;
 Mercurio: Protettore dei commercianti e degli artigiani;
 Minerva: Dea della sapienza e delle arti manuali era la divinità
protettrice degli artigiani e delle tessitrici;
 Venere: Dea della bellezza, proteggeva i creatori di gioielli e beni
di lusso;
 Vulcano: Protettore dei fabbri e dei metallurgi.
E fra le divinità locali venivano venerate:
 Cerere: Dea dell’agricoltura era venerata dai contadini;
 Giano: Divinità legata ai costruttori, simbolo di passaggi e nuovi
inizi.
Il Cristianesimo


Con l’affermarsi del Cristianesimo alla tradizionale concezione del lavoro
si aggiunge una più forte forma di sacralità. Nelle comunità cristiane il
legame fra attività lavorativa e la divinità rappresentata da un particolare
santo/santa esce dall’ambito folcloristico e vede in quel santo sia un
modello da imitare sia la figura di intercessore presso la persona di
Cristo.

Nel Medio Evo le nascenti corporazioni di arti e mestieri hanno
rafforzato l’associazione fra lo specifico lavoro di una corporazione ed un
santo che diventava così “Santo Patrono”. Alla sua figura venivano
organizzate in suo onore feste, processioni e opere di beneficenza.
Attività queste che sono tutt’ora valide e seguite.
Possiamo quindi concludere ricordando alcune figure di santi:
 Santa Barbara – Patrona di vigili del fuoco, artiglieri e minatori,
per la sua protezione contro la morte improvvisa;
 Santa Cecilia – Patrona dei musicisti, per il legame con il canto e
la musica liturgica;
 San Crispino – Patrono dei calzolai, perché esercitò quel mestiere
mentre predicava il Vangelo.
 San Francesco Saverio – Patrono dei missionari, per la sua
instancabile opera di evangelizzazione in Asia;
 San Giuseppe – Patrono dei falegnami e dei lavoratori manuali,
per la sua vita come artigiano a Nazaret;
 San Isidoro Agricola – Patrono degli agricoltori, per la sua vita
semplice e il rispetto per la terra;
 San Luca evangelista – Patrono dei medici e degli artisti,
tradizionalmente ritenuto medico e pittore;
 San Matteo evangelista – Patrono dei bancari per il suo lavoro di
esattore prima della chiamata di Cristo;
 San Tommaso d’Aquino – Patrono degli studenti e degli
insegnanti, per la sua sapienza teologica.
In particolare voglio ricordare altre due figure di santi noti per una
particolarità: ambedue sono ricordati come “Santi patroni dei casi
impossibili”:
 San Giuda Taddeo – Apostolo di Cristo ricordato come Patrono
delle “cause perse e dei casi impossibili” noto per aver risollevato
persone senza più alcuna speranza nell’antica città di Edessa
(nell’attuale Turchia meridionale);
 Santa Rita da Cascia – Suora agostiniana venerata per i
numerosi miracoli straordinari attribuiti alla sua intercessione.

Gennaro Stammati

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