Era l’8 agosto del 1959, quando si spense nella Casa delle Suore Canossiane dell’Opera di Don Orione, don Luigi Sturzo.
Nel 1919 fondò il Partito Popolare italiano, coinvolgendo gli italiani “liberi e forti”, che in definitiva originò la Democrazia Cristiana.
È considerato una delle figure di spicco della s toria democratica italiana.
In questi giorni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di lui ha detto: ” Il processo che seppe innestare contribuì alla ricomposizione politica del Paese”.
È lui, infatti, che riuscì a coinvolgere i cattolici nella “res publica”, rimanendo rispettoso nei riguardi del non éxpedit, la disposizione, voluta da Papa Pio IX, che vietava ai cattolici la partecipazione.
Don Luigi Sturzo nel suo impegno in politica voleva aiutare i poveri, i deboli. Affondava le sue radici in una profonda ragione sociale.
Era nato a Caltagirone, in provincia di Catania, il 26 novembre del 1871, da una antica famiglia nobile, quella dei Baroni d’Altobrando della quale faceva parte il padre. Venne ordinato sacerdote nel 1994 e due anni dopo, si laureò in teologia.
Cagionevole di salute sin da ragazzo si rivelò un brillante seminarista, fu ordinato sacerdote il 19 maggio del 1894. Nel 1896, alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, ottenne la laurea in teologia.
Denunciò in ogni occasione le piaghe del Sud agrario. Quando nel 1919 ha fondato il Partito Popolare italiano invitò “Tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti”.
Si trattò di una svolta importante che segnava la strada dell’’impegno dei cattolici italiani nelle istituzioni dello Stato.
Sturzo è il fautore del richiamo alla morale in politica. Ha pagato con l’esilio di 22 anni, in Inghilterra e negli Stati Uniti, per non essersi piegato al regime fascista.
Questo, in definitiva, era don Luigi Sturzo. Una figura ancora attuale, solida e concreta, protesa verso il bene comune. Prendendo, infatti, ispirazione dal Vangelo vissuto con fede, vuole che i cattolici si occupino del governo del Pease. Un partito popolare sorto, in definitiva, per esprimere in politica un programma realistico.
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Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
