11ma Domenica del tempo O./A 14 giugno 2026
“… la messe è abbondante, ma gli operai sono pochi…pregate il Signore della messe perché mandi operai…” (Matteo, 9:36). E tutti, giustamente, preghiamo per i sacerdoti. Ed io penso con uno sguardo largo. La messe è il mondo che ha bisogno di essere curato, innaffiato, coltivato… la Chiesa è il lievito, è la luce, è il sale di cui il mondo ha bisogno. Siamo tutti “popolo sacerdotale” (O Padre che hai fatto di noi un regno di sacerdoti e una nazione santa… – vedi preghiera di inizio della Liturgia) e non dobbiamo relegare ad altri la nostra missione, pregando e non coinvolgendoci personalmente. Dopo 2000 anni di esperienza è ora di allargare lo sguardo e sentirci tutti “parte del TUTTO”. Tutti dobbiamo sentire il dovere piacevole di abbracciare il mondo, anche se ferito e sanguinante come ora, e offrire la nostra mano e la nostra vita. Facendo questo stiamo offrendo (offertorio) e aiutiamo il tutto a trasformarsi in dono gradito (consacrazione) per arrivare a sentire Dio come padre e come madre (Padre nostro) e diffondere la pace per arrivare a una comunione vera (Comunione) che nasce dal sentire in noi la presenza della Trinità (molti ma insieme nella unità) e diventare comunione uno per gli altri… ma non vedere come è bella la Liturgia, se sentita e vissuta? E’ il disegno di una umanità nuova, quella del Regno d Dio non quella della Torre di Babele.
(tutti attorno alla mensa con il Signore per alimentarsi di Lui e andare a lievitare la storia)
don Gianni Carparelli
