La Terza Relazione sullo Stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, trasmessa dal Governo al Parlamento. I possibili effetti sulla presenza di immigrati irregolari nelle nostre citta’ .

Stefano Stefanini

Uno dei temi piu’ importanti della politica estera dell’Italia e’ il cosi detto “Piano Mattei per l’Africa”, con positivi effetti che pensiamo si riverberino a breve e medio termine nella vita delle nostre citta’.

Andando al nucleo della questione, dalle finalita’ e dall’attuazione del Piano discendono anche effetti  positivi sulla presenza  di immigrati irregolari nel nostro e negli altri paesi dell’Europa, in coincidenza con efficaci politiche di contrasto agli “scafisti”, e con chi opera alla loro ombra (reti di vere e proprie economie parallele di sfruttamento di manodopera a bassocosto, affitti irregolari, sfruttamento di attivita’ illecite e… altro) veri avvoltoi delle situazioni di poverta’, violenza ed esasperazione di alcune popolazioni africane.

Non si tratta di valutazioni politiche (posizioni partitiche maggioranza- opposizioni) o di opinione pubblica, ma di reali effetti economico- sociali e di ordine pubblico.

Non deve essere pura utopia aiutare i Paesi in via di sviluppo nei loro territori, sviluppando le loro vocazioni economiche, fornendo loro tecnologie, elevando il livello di istruzione e specializzazione professionale e industriale, incrementando il benessere sociale, commerciando pacificamente e non neocolonizzando e depredando “terre rare” o altre materie prime rappresenta un validissima politica, i cui benefici effetti si riverberano anche sulle nostro economie.

Vorrei aggiungere che anche Romano Prodi, nella sua esperienza di presidente del Consiglio Italiano (1996-1998 e 2006-2008) e di  presidente della Commissione Europea (1999-2004) aveva proposto e attuato politiche di collaborazione e sviluppo con il Continente Africano, anche in chiave di alleggerimento e soluzione delle migrazioni irregolari.

Lo scopo del Piano Mattei sara’ raggiunto se fermera’ i flussi irregolari di immigrati, dando prospettive di lavoro “in Africa”, che, tuttavia, andranno agevolate dai Governanti degli stessi Paesi del Continente, respingendo “politiche neocolonialiste” di Potenze planetarie in cerca di materie prime a basso prezzo e non di esportazione e  imposizione fittizia di modelli pseudo democratici o economico liberisti.

In tal modo riusciremo a ridimensionare,  meglio  se risolvere, anche i problemi delle nostre citta’,  con il difficile inserimento e ambientamento di alcuni immigrati che non lavorano regolarmente o sono sfruttati nei campi, in alcuni settori produttivi, o addirittura operano sulle piazze di spaccio della droga, con le problematice di ordine pubblico che le Forze dell’Ordine stanno arginando, ma per noi solo con un maggiore potenziamento e presenza continua e “visibile” nei quartieri (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, aggiungendo  Ispettorati del Lavoro e Servizi socio-sanitari, che conoscono bene, presenziando il territorio in cui operano concretamente).

Leggiamo in sintesi la Terza Relazione sullo Stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, recentemente trasmessa dal Governo al Parlamento.

È stata trasmessa al Parlamento in questi giorni la Terza Relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, aggiornata al 30 giugno 2026 e adottata dalla Cabina di regia.

“Oggi il Piano Mattei, riconosciuto come iniziativa di respiro europeo e internazionale, è una strategia pienamente operativa che sta producendo risultati tangibili, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Insieme ai nostri partner africani abbiamo avviato in questi anni più di 70 progetti, grazie ad una solida architettura finanziaria che sta mobilitando risorse pubbliche e private. 

L’Italia continuerà a lavorare in questa direzione, per consolidare questa prospettiva e dare sempre più forza al modello di cooperazione che abbiamo in mente: una cooperazione da pari a pari, fondata sul rispetto, sulla fiducia reciproca, sullo sviluppo condiviso”

Il Piano Mattei si conferma dunque pienamente operativo, con un’architettura finanziaria consolidata e una rete di collaborazioni internazionali in costante ampliamento.

Alcuni numeri significativi della Relazione: 

  • 18  Nazioni partner, dalle 9 pilota di gennaio 2024 alle 14 di gennaio 2025, fino alle 18 dell’attuale perimetro, ampliato a marzo 2026 con l’ingresso di Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia;
  • 5,5 miliardi di euro la dotazione iniziale del Piano Mattei;
  • 2 Vertici Italia-Africa: Roma (gennaio 2024) e, per la prima volta nella storia della conferenza, in territorio africano ad Addis Abeba (13 febbraio 2026), con 35 delegazioni a livello di Capi di Stato e di Governo; 
  • 76 progetti in corso;
  • circa 1,2 miliardi di euro deliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima per 15 interventi in Africa, di cui 936,7 milioni nel solo anno preso in esame dalla Relazione (1° luglio 2025 – 30 giugno 2026);
  • 4 miliardi di euro di garanzie concesse da SACE SACE, La prima Export Credit Agency per nuovi impegni in Africa, a sostegno di investimenti nelle Nazioni del Piano
  • 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani in corso di conversione in progetti di sviluppo, in un orizzonte decennale.

 

Una strategia di sistema: interventi su acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salutee in prospettiva: settore del digitale e dell’intelligenza artificiale.
La Relazione ripercorre il consolidamento del Piano lungo le sue sei direttrici di intervento – acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute – con al centro il capitale umano e con un rafforzamento nel corso dell’anno nel settore del digitale e dell’intelligenza artificiale. Tra i risultati anche il riconoscimento internazionale del Piano, il sempre maggiore raccordo con il Global Gateway dell’Unione Europea e il rafforzamento dell’architettura finanziaria, costruita attorno alla collaborazione con le principali istituzioni internazionali: l’accordo quadro con la Banca Mondiale, la partnership con la Banca Africana di Sviluppo nell’ambito della Mattei Plan-Rome Process Financing Facility, le garanzie della Commissione europea TERRA e RISE, le sinergie con UNDP, IFC, IFAD, FAO e African Finance Corporation.
 
Il documento sottolinea inoltre la dimensione di “Sistema Italia” che caratterizza il Piano, con il coinvolgimento coordinato di Ministeri, istituzioni finanziarie nazionali (CDP, SACE, SIMEST), Regioni, enti locali, mondo universitario, terzo settore e diaspora africana in Italia.

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