24ma Domenica T.O./C – 14 Settembre 2025 La CROCE. Per capire questa Celebrazione dobbiamo metterci davanti alla Croce e abbeverarci di quello che riusciamo a sentire dentro di noi. C’è una opera scultorea dell’amico Lamagna, che allegherò dopo questa breve riflessione. Una donna paralizzata in carrozzella, la madre, davanti al crocifisso sofferente e il crocifisso che regalò a Papa Giovanni P. II. Un vedere senza invadere la umiltà di ciascuno. Se vi capita di leggere di Vittorino Andreoli la riedizione di “Il Gesù di tutti” (2023) soprattutto quello che un “non-credente” (come si presenta lui… un non-credente che forse CREDE…) intravede nella Liturgia e la sofferenza, scopriamo che la ricchezza simbolica del cristianesimo affascina le anime belle. La CROCE. Metafora del vivere e convivere umano. Non possiamo sfuggirla. Possiamo però prenderla in mano e trasformarla in cammino di redenzione e resurrezione di un mondo troppo affaticato dal fango umano che vorrebbe farci affogare nel nulla. A volte sorge il timore e la disperazione. Ma alla fine la tomba crollerà in frantumi e la luce apparirà di nuovo come in una eterna alba che non vedrà più il tramonto. io lo spero e cerchiamo di darci da fare, tutti, per aprire le porte e le finestre della vita. Perchèsenza le nostre mani, Dio non ce la fa ad aiutarci.
don Gianni Carparelli
foto: crocifisso Lamagna Ernesto
