Il Rapporto Annuale dell’Alleanza
italiana per lo Sviluppo Sostenibile 2025: L’Italia e gli
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: pace, diritti, giustizia. Lo
stesso pontefice Leone XIV ha sollecitato capi di Stato e
popoli ad impegnarsi perché pace, diritti e giustizia siano
perseguiti nella comunità internazionale e nei singoli
territori.
Stefano Stefanini
Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini, Presidenti dell’Alleanza Italiana per lo
Sviluppo Sostenibile con il direttore scientifico prof. Enrico Giovannini
sintetizzano in „Pace, diritti, giustizia“ le tre parole chiave che danno il titolo
al Rapporto Annuale dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile 2025,
parole „cariche di significato e di valore, ma anche, in questo momento
storico, di dolore“, proiettato sulle prospettive del 2026.
E non avrebbe potuto essere diversamente. Il mondo è lacerato dalle
inaccettabili sofferenze in Palestina e in Ucraina, dai conflitti nel Sudan,
in Iran, in Venezuela, nello Yemen, in Myanmar, dalla difficoltà dei
potenti del mondo di sedersi a un tavolo comune per garantire
all’umanità le condizioni minime per prosperare, proteggendo l’ambiente
naturale dalla cui salute noi tutti dipendiamo.
Allo stesso tempo, soprattutto in Europa, fortissima è emersa nelle ultime
settimane la voce di milioni di persone che in modo pacifico hanno chiesto
alla politica di segnare una linea rossa, invalicabile, nei rapporti internazionali
sulla base dei principi di umanità e di solidarietà.
Lo stesso pontefice Leone XIV ha sollecitato capi di Stato e popoli ad
impegnarsi perché pace, diritti, giustizia siano perseguiti nella comunità
internazionale e nei singoli territori.
Le parole scelte per il titolo di questo decimo Rapporto ASviS 2025
intendono sottolineare due messaggi importanti:
– nel mondo attuale, in cui le guerre accadono in diretta streaming, oggi
ancora più di ieri vale il concetto che nessuno di noi può definirsi
veramente libero – dalla guerra, dalla fame, dalla paura – finché tutte e
tutti, in ogni parte del mondo, non saranno liberi.
– lo sviluppo sostenibile non può esistere laddove non c’è la pace, la
promozione dei diritti e il perseguimento della giustizia e della
riconciliazione.
Prosegue il rapporto Asvis: „partecipando attivamente alla vita della società
italiana, non possiamo non notare che a volte l’uso della parola “sostenibilità”
è ridotto alla sua sola dimensione ambientale. È un grave errore.“
Come riassunto nell’Agenda 2030, lo sviluppo sostenibile è l’integrazione di
quattro dimensioni: la sostenibilità ambientale, la sostenibilità sociale
(educazione, salute, parità di opportunità, ecc.), la sostenibilità economica e
la sostenibilità istituzionale.
Sostenibilità istituzionale. È questo quarto pilastro della sostenibilità che
viene quasi sempre trascurato, salvo poi scoprire che quando la società non
garantisce la pace, i diritti civili e politici, la protezione delle minoranze e
garantire l’applicazione dello stato di diritto tutto crolla.
Se a queste dimensioni, come già sottolineato nella prima definizione di
sviluppo sostenibile del 1987, si aggiunge la questione della giustizia
intergenerazionale, che quindi si realizza lungo la linea del tempo, capiamo
perché dobbiamo interessarci “anche” dei diritti delle future generazioni,
come recita il nuovo articolo 9 della Costituzione italiana e ci ricorda il
“Patto sul Futuro” firmato dalle Nazioni Unite nel 2024.
Come ogni anno, il Rapporto ASviS analizza lo stato del mondo, dell’Unione
europea e dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile.
Grazie al lavoro di centinaia di esperti e di esperte dei gruppi di lavoro e degli
aderenti, l’Alleanza valuta anche le politiche e la legislazione messe in campo
a livello europeo e nazionale.
Il Rapporto racconta, attraverso i dati, la realtà quotidiana, vissuta e
concreta, di milioni di persone nel Paese in difficoltà, del crescente
degrado ambientale, dei ritardi del sistema economico a cogliere le
nuove sfide tecnologiche, le contraddittorietà delle politiche pubbliche,
ma anche il forte desiderio di “sostenibilità” espresso dalla popolazione
italiana.
Su questi temi Asvis chiede alle forze politiche e sociali maggiore attenzione
e impegno. Il piano disegnato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è il più
promettente per migliorare la qualità della vita delle persone e proteggere il
pianeta, come il governo italiano ha ribadito nel 2023 e nel 2024 nell’ambito
delle Nazioni Unite, salvo poi dimenticare gli impegni assunti in quella sede.
Come nelle precedenti nove edizioni, anche in questo Rapporto 2025
l’ASviS, a nome delle sue oltre 330 organizzazioni, avanza proposte
trasformative che abbracciano tutti gli aspetti dell’Agenda 2030.
Asvis conclude il Rapporto mettendosi a disposizione delle istituzioni per
aiutare il nostro Paese ad accelerare gli sforzi per disegnare un futuro
migliore.
