BATTESIMO del SIGNORE, 11 di gennaio 2026
La profezia che leggiamo in Isaia (Is 42) si applica a pennello al nostro Maestro e i discepoli di Gesù non poterono non notarlo. Gli Atti (Atti 10) ne presero “atto” e Gesù divenne per tutti la Parola di Dio offerta a tutti… tutti… tutti. Senza distinzione di nazionalità, colore, appartenenza religiosa, condizione… Gesù divenne il modello di una umanità nuova, risorta dalle ceneri di una visione mitica e non reale. Visione, quella cristiana, che non è religiosa nel senso di un’altra religione pieneadi cerimonie di culto. E’ una visione che ingloba ogni ricerca e le dà un senso e un cammino. Credere in questo cammino e camminarlo, è il significato del Battesimo, Che nasce anzitutto dentro la nostra convinzione che Gesù è la guida, con il suo esempio: compassione, senso di sacrificio per costruire un regno di pace e di giustizia vera, attenzione ai cammini dei fragili, pace diffusa e non armata… un cammino tutto da percorrere e che non si esaurisce nelle cerimonie eleganti delle feste. Queste servono solo se ci immergono dentro il volto e la vita di Gesù Cristo. E’ la nostra vita che deve cambiare, non il luogo delle feste o gli addobbi dell’altare. Santuari, ostensori preziosi, mantelli ornati, visioni varie sparse in giro… se aiutano a cambiare vita sono mezzi utili ,ma da non esagerare come fossero manifestazioni di Dio. La vera manifestazione di Dio è cercare di vivere come Cristo vivrebbe o… si dice anche: come Dio vuole. Non sarebbe il caso di rivedere, con calma, ma rivedere a fondo, le cerimonie di Battesimo dove spesso c’è tutto il cerimoniale e anche l’acqua dei santuari o del Giordano… ma il Battesimo dove è?
don Gianni Carparelli
