Don Alberto Canuzzi e don
Gianni Carparelli descrivono il
N a t a l e d i S p e r a n z a e
condivisione con le comunità
locali e con chi vive il disagio.
di Stefano Stefanini
Nell’intervista in onda nella trasmissione Fatti e Commenti sugli schermi di
Teleorte e visibile suwww.teleorte.it e www.newtuscia.it , con la conduzione di
chi scrive e la regia di Marco Nicoletti, abbiamo tracciato l’impegno di don
Alberto Canuzzi, fondatore e direttore spirituale dal Centro di Solidarietà
“Ce.I.S. S. Crispino di Viterbo e di don Gianni Carparelli, assistente
spirituale all’Associazione degli Amici del Beato Domenico della Madre di Dio
di Viterbo, per vivere il prossimo Natale di libertà’, speranza e di condivisione
con persone in stato di disagio psichico, fisico, morale e sociale.
Link della trasmissione : https://youtu.be/q2-MHtFXR2M
(al 26o minuto di trasmissione)

Nella Conunita’ San Crispino, fondata da don Alberto e operante alla Quercia
di Viterbo, sarà’ un Natale di comunità ma non per questo meno sentito e
vissuto con partecipazione da parte degli ospiti e degli assistenti, impegnati a
confezionare i prodotti agricoli ed artigianali, predisposto con il lavoro di mesi
nella laboriosità della comunità immersa nel verde della campagna della Tuscia.
Don Gianni Carparelli e’ assistente spirituale all’Associazione degli
Amici del Beato Domenico della Madre di Dio, apostolo sell’Unita’ dei
Cristiani, che viene venerato a Castel d’Asso, presso la chiesetta rurale
“Mater Amabilis” e dove, ogni domenica, don Gianni celebra la Santa Messa.
Il sacerdote e‘ stimato e accreditato presso le tante espressioni sociali e del
volontariato della città di Viterbo e della Tuscia, frequentemente scrive per
pubblicazioni e giornali di ispirazione religiosa (www.sostaeripresa.it) e laica,
con uno stile personalissimo di rara efficacia e realismo, frutto della sua
estesa cultura ed esperienza umana e spirituale, sempre vicino a chi ha
bisogno di sostegno morale, materiale e spirituale .
Don Gianni ha letteralmente girato il mondo: Corea del sud, India, Gran
Bretagna, Equador, Trinità e Tobago, Germania. In particolare ha trascorso
moltissimi anni in Canada, a Toronto, dove ha esercitato il suo ministero
sacerdotale di servizio a chi vive nel disagio, avendo creato una struttura
tutt’ora esistente di accoglienza e aiuto in favore di tossicodipendenti,
prostitute e senzatetto. Ha conosciuto Madre Teresa di Calcutta, che ha
frequentato quando era in India e che è andata poi a trovarlo in Brasile.
Ha scritto molti testi di spiritualità, cultura, arte sacra e profana e ha condiviso
esperienze pastorali, culturali e umane accanto al Vescovo mons. Dante
Bernini.
Con don Alberto abbiamo tracciato il bilancio degli oltre 40 anni di
attività del Centro di Solidarietà “ Ce.I.S. S.Crispino “ di Viterbo, Ente
Ausiliario della Regione, per affrontare il problema delle dipendenze e
della prevenzione dal disagio.
La filosofia del CeIS. che ha sede principale alla Quercia di Viterbo, trova
la sua origine nel rispetto dei principi cristiani, fondati sulla piena
valorizzazione della dimensione umana, pone la persona al centro
dell’attenzione: la persona con tutte le sue problematiche, bisogni, paure e
preoccupazioni, con le sue potenzialità e risorse, considerando la famiglia
come valore aggiunto e fondamentale.
E’ la filosofia di “ Progetto Uomo “ della FICT ( Federazione Italiana delle
Comunità terapeutiche) a cui il CeIS S. Crispino si ispira e di cui fa parte.
Lo scopo dell’Associazione è quello di offrire un aiuto alle persone in
stato di disagio psichico, fisico, morale, sociale: tossicodipendenti,
alcolisti, ludopatici, soggetti con svantaggi in genere: in particolare la
promozione dell’uomo come finalità, specialmente del giovane in
particolare difficoltà, per il recupero della propria dignità, libertà, pace
interiore ed il suo reinserimento sociale, l’assistenza morale come
mezzo, la solidarietà come sostegno, da suscitarsi a tal fine tra cittadini
enti pubblici e privati, soprattutto tra i giovani e le famiglie.
La Comunità è il luogo ove prosegue l’iter terapeutico – educativo e ove
vengono fatte le proposte valoriali.
Obiettivo primario della crescita iniziata in accoglienza è il cambiamento del
giovane e della persona adulta attraverso un intervento educativo rivolto
soprattutto a risolvere il fenomeno della dipendenza.
L’attività dell’introspezione e gli incontri tematici, il lavoro le attività culturali.
creano un ambiente in cui le persone hanno l’opportunità di interagire,
ascoltare, apprendere, progettare, evolversi e crescere nel modo che meglio
riflette le loro capacità.
Con il progetto “ Una mano amica” si rinnova l’impegno del Ceis a sostegno
delle problematiche giovanili. Uno strumento di ascolto e di supporto per
giovani e famiglie, in grado di dare attenzione e accoglienza non solo a chi
presenta disagi, ad adolescenti, giovani adulti e famiglie, ma anche dare
attenzione alla promozione sociale.
L’intervista a don Alberto ci ha fatto scoprire un modo diverso di vivere le
festività natalizie all’interno della Comunità, in cui il rapporto umano e la
cultura dell’incontro e dell’accoglienza sono alla base del recupero alla
società di persone rimotivate all’esperienza della vita, liberati dalle
“dipendenze” della nostra epoca .


