TITOLO
Cittadinanza Attiva & Amministrazione Condivisa
SOTTOTITOLO
Due aspetti della stessa medaglia.
AUTORE
Raimondo Raimondi
DATA
4-07-2025
ARTICOLO
Il 21 giugno a Viterbo si è svolto l’evento: “Beni Comuni Urbani: Cittadinanza attiva e gestione
condivisa”. L’evento intendeva incrementare la collaborazione tra cittadinanza e Amministrazione,
che a Viterbo dal ‘17 gode, almeno sulla carta, di un Regolamento Comunale (1).
Il Regolamento, a distanza di otto anni dalla entrata in vigore, non è molto conosciuto e ancor meno
praticato sia dalla cittadinanza che dalla Amministrazione: fulgido esempio di regola vigente ma
non vivente. Per ulteriori dettagli, mi permetto di rimandare a due miei contributi (2).
Un coraggioso gruppo di cittadini e volontari, a seguito di quell’evento, si sta attrezzando per
tradurre in atto quanto previsto dal Regolamento in modo che esso sia non solo vigente (ma
sconosciuto e inutilizzato) ma anche vivente (cioè conosciuto e quindi utilizzato).
Benemeriti questi cittadini che sopperiscono così a inerzie e farragini amministrative, tese più a
ritardare che a collaborare. Benemeriti sul piano della prassi.
Ma benemeriti anche sul piano della teoria: il loro impegno consente, per quanto possibile, di
definire e chiarire due espressioni circolanti nel variegato mondo del volontariato: Cittadinanza
Attiva (CA) e Amministrazione Condivisa (AC).
CA e AC sono elementi che si richiamano: dove c’è l’uno quasi sempre trovi l’altro. CA e AC sono
state più volte menzionate durante l’evento del 21 giugno.
La bibliografia su CA e AC è sconfinata: basta andare su internet e digitare “Cittadinanza Attiva” e
“Amministrazione Condivisa” e buona lettura.
In estrema sintesi, e a solo titolo orientativo, propongo questo schema:

Cittadinanza Attiva (CA) Amministrazione Condivisa (AC)

Soggetti coinvolti Cittadini singoli o associati e
dipendenti della Pubblica
Amministrazione (Comuni)

Enti del Terzo Settore e Pubblica
Amministrazione – PA (Comuni,
ASL, Scuole, Regioni, ecc.)

Strumenti giuridici
e normativi

Regolamenti comunali di
collaborazione tra Amministrazione
e cittadini

Codice del Terzo Settore (D.L.
117/17 e sentenze successive; Linee
Guida Ministeriali)

Strumenti operativi Patti di collaborazioni sottoscritti
da cittadini e Amministrazione

Convenzioni a seguito di
procedimento amministrativo
(secondo L. 241/90) di co-
programmazione e/o co-
progettazione

Con tutti i limiti insiti in tutti gli schemi, la tabella consente di evidenziare le intersezioni e le
differenze di CA e AC.
Cominciamo dai possibili soggetti coinvolti:
 per la CA, tutti i cittadini (adulti) di un Comune e i dipendenti del Comune stesso. Cioè, tutti
i cittadini di quel Comune, possono essere soggetti proponenti, sottoscrittori di un patto e
attivi.
 Per la AC, tutti gli ETS e la PA. Qui c’è un limite (solo gli ETS) non presente nella CA, ma
c’è un’estensione per la PA (Comuni a ASL, Scuole, Regioni, ecc.)

Vediamo gli strumenti giuridici e normativi:
 Per la CA, questi sono i Regolamenti comunali di collaborazione tra Amministrazione e
cittadini. Hanno valore comunale e solo per i Comuni (4% dei Comuni italiani) che si sono
dotati di Regolamento.
 Per la AC gli strumenti giuridici e normativi hanno valore di legge nazionale e quindi anche
comunale.
Gli strumenti operativi, conseguentemente, si basano su quelli giuridici e normativi
 Per la CA abbiamo i patti di collaborazione previsti dai Regolamenti comunali (1) e firmati
da Dirigente del Comune in grado di impegnare con la sua firma l’Amministrazione.
 Per la AC abbiamo le convenzioni, quale esito di un procedimento amministrativo (co-
programmazione e/o coprogettazione) governato dalla L. 241/90 ed eseguito da un
funzionario o dirigente nominato Responsabile Unico di Procedimento
Come si può vedere anche con questo semplice schema, CA e AC hanno coperture e differenze, ma
l’una non esclude l’altra, anzi l’una può potenziare l’atra e al limite diventare l’altra.
Questo è un elemento di ricchezza da valorizzare.
Quello che purtroppo non è ancora entrato nella cultura di ETS e PA (specie dei Comuni) è il
concetto e la pratica della collaborazione, presupposto necessario di ogni CA, AC e CA+AC.
In particolare occorre che la PA (specie dei Comuni) evolva da una postura verticale e concessoria
nei confronti dei cittadini e acquisisca una cultura che la porti non più solo a erogare servizi
predefiniti (cosa che comunque deve essere fatta) ma a diventare un attore di coesione sociale,
vicinanza, ascolto (3).
È un nodo da sciogliere e un problema da risolvere. Credo che questo nodo e questo problema siano
ben presenti ai coraggiosi cittadini di cui sopra. A loro, buona fortuna e coraggio.
Raimondo Raimondi – Presidente della Consulta del Volontariato di Viterbo
(1) REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA, LA GESTIONE
CONDIVISA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI – Delibera: 2017/129 del 23/11/2017. Qui il testo della
Delibera con un’analisi giuridico-tecnica del Regolamento: https://www.labsus.org/2018/06/viterbo-ha-
approvato-il-proprio-regolamento-per-lamministrazione-condivisa/
(2) https://www.sostaeripresa.it/sito/in-evidenza/beni-comuni-urbani/
https://www.newtuscia.it/2025/06/23/le-conclusioni-del-convegno-beni-comuni-e-urbani-cittadinanza-attiva-e-
gestione-condivisa/
(3) Fare Assieme. E. Manzini. M. D’Alena. EGEA. 2024
https://www.google.it/books/edition/Fare_assieme/LQgOEQAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&printsec=frontcover

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