Tutti nasciamo e nasciamo tutti ignoranti. Lo studio ci rende differenti. Certo, non solo lo studio,
ma anche lo studio.
Ad esempio, chi ignora le leggi è diverso da chi le conosce: chi le conosce fonda discorsi e
rivendicazioni su basi solide, chi le ignora no.
Passa anche di qua il discrimine fra suddito e cittadino. Chi non conosce le leggi non ne può
rivendicare il rispetto e l’applicazione; chi le conosce può farlo, e può farlo tanto più e tanto meglio
quanto più e quanto meglio conosce le leggi. Sicché, il primo rischia di finire per essere relegato ad
una sudditanza di fronte al potere, il secondo possiede gli argomenti per far valere ragioni e
rivendicazioni di fronte al potere.
Quale potere?
Nella nostra società il potere è in gran parte amministrativo: nella quotidianità, quasi mai abbiamo a
che fare con un deputato, un sottosegretario o un ministro; quasi sempre abbiamo a che fare con un
impiegato, un funzionario o un dirigente della Pubblica Amministrazione locale (Comune, Asl,
Scuole, ecc.). Queste persone, per legge, esercitano la funzione amministrativa, vale a dire il potere-
dovere di tradurre in azioni le leggi.
E torniamo al punto di partenza: la conoscenza delle leggi.
Concediamo che il personale della PA, in particolare quella locale, abbia profonda e diffusa
conoscenza delle leggi, almeno di quelle relative al suo ambito di lavoro e che per legge deve
applicare. La domanda è: i cittadini le conoscono?
Qui si evidenzia subito una difficoltà: il personale della PA deve conoscere almeno le leggi relative
al proprio ambito di lavoro; i cittadini devono conoscere quelle dei tanti ambiti della PA con i quali
nella loro quotidianità s’imbattono (Comune, Asl, Scuole, ecc.).
Come se ne esce? Se ne esce solo con lo studio. Studiando i principi, le leggi e gli ambiti.
Se si vuole diventare cittadini, o addirittura, come si dice oggi, cittadini attivi occorre studiare. Il
pensiero deve sostenere l’azione (diceva Mazzini), ma è lo studio che sostiene il pensiero e prima di
pensare occorre studiare (diceva Bachelard).
Altrimenti? Altrimenti si fa la figura di Renzo, che mentre Azzeccagarbugli sproloquiava, “lo stava
guardando con un'attenzione estatica, come un materialone sta sulla piazza guardando al giocator di
bussolotti, che, dopo essersi cacciata in bocca stoppa e stoppa e stoppa, ne cava nastro e nastro e
nastro, che non finisce mai”.
Ridiamo di Renzo, cafone dell’Italia del seicento. Purtroppo ancora oggi, nell’Italia del duemila, ci
sono in giro tanti Renzo (anche chi scrive): grazie Manzoni d’avercelo sottolineato.
Allora: studiare. Ma come, cosa, partendo da che, con quali insegnanti?
Nel nostro bel Paese esistono tante belle opportunità. Una, e ghiotta, ce l’abbiamo a portata di mano
nella nostra bella Provincia, la Tuscia.
Qui, nel bel Comune di Tuscania, da anni è attiva una Scuola di Formazione per Amministratori
Pubblici Locali.
La scuola, promossa da Asso-Tuscania (https://www.assotuscania.it/ ) in collaborazione con esperti
del settore pubblico, giuridico e culturale, offre un’opportunità concreta di formazione civica e
amministrativa a chi già ricopre ruoli istituzionali (personale politico e amministrativo), a chi
desidera avvicinarsi alla politica locale con spirito di servizio, competenza e consapevolezza, a chi
intende approfondire e migliorare la relazione tra cittadino e pubblica amministrazione.
L’obiettivo di Asso-Tuscania è diffondere una cultura dell’amministrazione pubblica orientata ai
diritti dei cittadini, all’etica, alla trasparenza, alla qualità dell’azione amministrativa, alla
cittadinanza attiva, con un’attenzione specifica al territorio della Tuscia.
È un obiettivo largamente condivisibile, particolarmente dai cittadini del Terzo Settore, e
l’Assemblea della Consulta del Volontariato di Viterbo il 14/10//25 ha concordato di organizzare,
assieme ad Asso-Tuscania, incontri di Formazione all’Amministrazione Pubblica Locale aperti a
cittadini, Amministratori e Dipendenti del Comune.
Gli incontri potranno attivare un laboratorio di una cittadinanza attiva informata e competente, e si
svolgeranno a febbraio ‘26 a Viterbo in presenza e con il seguente programma (date da confermare):
I diritti dei cittadini nelle amministrazioni moderne – 6/2/26
Leadership pubblica e competenze trasversali per il buon governo – 13/2/26
Amministrazioni digitali e PA nella società dell’informazione – 20/2/26
Pianificazione territoriale e sviluppo locale – 27/2/26
Insomma: cittadini si diventa.
Per informazioni: raimondoraimondi2@gmail.com
Raimondo Raimondi – Presidente della Consulta del Volontariato di Viterbo
