ANNIVERSARIO 19 Luglio 1992 – 2025.
Il sacrifico di Paolo Borsellino Dopo trentatré anni non
deve affievolirsi L’impegno per una Legalità diffusa. A
Viterbo, si è svolta, venerdì 18 luglio la commemorazione di
fronte al murales.
Stefano Stefanini
VITERBO – Nel ricordo di Paolo Borsellino e degli uomini della
sua scorta venerdì 18 luglio a Viterbo si e’ tenuta la commemorazione
cittadina presso Largo Falcone e Borsellino, davanti al murales che ricorda
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, nei pressi del Tribunale.
In tutta Italia è’ stata ricordata la testimonianza e il sacrificio del giudice Paolo
Borsellino, per non dimenticare la strage di Via D’Amelio, per porre l’accento
sulla legalità e sul contrasto alla mafia.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso anno in
occasione di questo anniversario aveva rilasciato la seguente
dichiarazione:
«La tremenda strage di via D’Amelio, 57 giorni dopo l’attentato di Capaci, ha
costituito l’apice della strategia terroristica condotta dalla mafia. Con atti
spietati di guerra, si voleva piegare lo Stato e sottomettere la società. Le
Istituzioni e i cittadini lo hanno impedito. Gli assassini a capo
dell’organizzazione criminale sono stati assicurati alla giustizia, il sacrificio di
chi ha difeso la legalità e la libertà è divenuto simbolo di probità e di riscatto.
Ora il testimone è nelle mani di ciascuno di noi.
L’anniversario della morte di Paolo Borsellino, e con lui di Emanuela Loi,
Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, è
un giorno di memoria e di impegno per la Repubblica.
Il primo pensiero è rivolto ai familiari dei caduti, al loro infinito dolore, alla
dignità con cui, a fronte della disumana violenza mafiosa, hanno saputo
trasmettere il senso del bene comune e hanno sostenuto la ricerca di una
piena verità sulle circostanze e i mandanti dell’attentato.
Questa ricerca è stata ostacolata da depistaggi. Il cammino della giustizia ha
subito tempi lunghi e questo rappresenta una ferita per la comunità. Il
bisogno di verità è insopprimibile in una democrazia e dare ad esso una
risposta positiva resta un dovere irrinunciabile.
Paolo Borsellino, e con lui Giovanni Falcone, hanno inferto con il loro lavoro
colpi decisivi alla mafia. Ne hanno disvelato trame e dimostrato debolezze,
lasciando un’eredità preziosa, non soltanto per indagini e processi. Hanno
insegnato che la mafia si batte anche nella scuola, nella cultura, nella
coerenza dei comportamenti, nel rigore delle Istituzioni, nella vita sociale.
Questi insegnamenti continuano a segnare il dovere della Repubblica».
Questo l’invito rivolto dal “Comitato 19 luglio” di Viterbo a tutta la
cittadinanza:
Per non lasciare che il tempo sbiadisca la memoria di chi ha sacrificato la
propria vita per i valori di legalità, giustizia e libertà, il Comitato 19 Luglio
Viterbo chiama a raccolta cittadini e istituzioni venerdì 18 luglio, alle ore 9,30,
davanti al murales dedicato ai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone,
nella via omonima (zona Riello).
Sono passati 33 anni da quel tragico 19 luglio 1992, quando Borsellino fu
assassinato in via D’Amelio insieme agli agenti della sua scorta: Emanuela
Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio
Traina. Un attentato che ha segnato profondamente la coscienza civile del
Paese e che oggi continua a richiamare al dovere della memoria e
dell’impegno. “Il passare del tempo sembra allontanare il significato di
giornate come questa, come se non avessero alcun rilievo. È invece
fondamentale mantenere viva la memoria di uomini come Falcone e
Borsellino”, afferma Carlo Maria Scipio, presidente del Comitato 19 Luglio
Viterbo. “Le uniche due strade per combattere la criminalità organizzata –
aggiunge – sono il coinvolgimento della gente e l’educazione dei ragazzi al
rispetto della legalità”
Non si tratta solo di commemorare, ma di rinnovare ogni anno un impegno
che riguarda ciascuno di noi: difendere la giustizia, coltivare la coscienza
civica, educare alla libertà. In via Falcone e Borsellino, venerdì mattina, quel
murales tornerà ad essere uno specchio del dovere morale di
un intero Paese. “Carlo Maria Scipio Comitato 19 luglio Viterbo
Un nostro commento:
In questo periodo di convivenza con gli eventi bellici di Ucraina e Medio
Oriente e le turbolenze economiche determinate dalla guerra dei dazi,
non deve venir meno l’impegno quotidiano contro l’illegalita’ e la
corruzione, deve prevalere il recupero e la pratica dei valori di onestà,
solidarietà, di concordia civile e di vigilanza popolare sulla
Legalità. Nonostante lo scetticismo di tanti cittadini.
Per onorare adeguatamente la memoria di tanti “martiri della legalità”
occorre ripartire, attraverso una duplice azione, con il recupero di
“pratiche virtuose” dall’alto e dal basso. Dall’alto da parte delle
Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai
Comuni, alla scuola, all’apparato produttivo ed alla famiglia.
Non ci stancheremo mai di affermare che gli organi istituzionali, fondati
sull’elettività dei loro componenti, dovranno attuare una esigente selezione
dei candidati: lotta all’incompetenza, alla mediocrità, alle consorterie di
spartizione degli incarichi degli appalti pilotati da comitati di affari, che con le
pratiche corruttive varie e sempre più sofisticate aggravano le casse dello
Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti.
Diffuse pratiche “corruttive” si riscontrano oltre che negli appalti anche nella
pianificazione urbanistica del territorio, alla vendita del suolo, passando per
le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro, i crimini ambientali, il
degrado idrogeologico, fenomeni che molti politici, magistrati, forze
dell’ordine, organizzazioni civiche e singoli cittadini stanno combattendo e per
cui mai va abbassata la guardia.
Le risorse significative del PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
ci auguriamo siano state investite per “creare veri posti di lavoro” per
sviluppare iniziative di modernizzazione del nostro Paese come dell’Europa
nel suo complesso.
Come dimostrato dall’esempio di moltissimi cittadini, durante la fase più’
acuta della pandemia, qualora la classe politica dia reali esempi di
cambiamento e di recupero di onestà e servizio disinteressato alla
collettività, i singoli cittadini, specie se giovani, hanno saputo curare –
aiutati dai vari enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola,
la chiesa, le fedi religiose e le famiglie – i piccoli grandi gesti di cura
nei nostri Comuni delle cose pubbliche, dei beni culturali, del verde
pubblico, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle
sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al
menefreghismo.
Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole
cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che
determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro
Paese.
Lotta generalizzata alla corruzione, quantificabile in 60 miliardi all’anno,
con forniture e appalti pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.
Purtroppo la dimensione della corruzione, spesso legata alla malavita ed alla
criminalità organizzata, sembra insormontabile, si parla di un costo della
corruzione quantificabile in 60 miliardi all’anno, con forniture e appalti
pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione
effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche,
scoperti e giudicati in tempi ragionevolmente rapidi, deve essere la giusta
condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato.
Oltre alla lotta senza quartiere contro la corruzione, l’evasione fiscale
ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dell’Unione
Europea e degli Stati ad un urgente rinnovato accesso al credito per la
produzione, alle imprese, specie se piccolo-artigianali, ed alle famiglie
per l’acquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo.
In questo frangente va incentivato e premiato il recupero di una fiducia nello
sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter
superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”,
che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili
ed effimeri, spesso rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo
per il singolo e con valenza sociale per la collettività, nello spirito della
Costituzione economica dell’Italia.
Porre alla base del riscatto dell’Italia i Valori condivisi dei principi
fondamentali della Costituzione.
Come più volte affermato dal presidente della Repubblica, i Valori condivisi
racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione daranno modo di
ricostruire una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti
economici, stato, impresa, famiglia ed enti intermedi, vissute in concreto,
potranno far arretrare la povertà e la disoccupazione, la decrescita della
natalità e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo
spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per
recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere
d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con
trattamenti minimi, gli stranieri che non trovano lavoro in Italia.
Sui fondamenti della legalità diffusa ed il senso della comunità l’Italia
può proseguire sulla strada dello sviluppo.
Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre
alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono quattro le attenzioni mostrate
degli italiani: la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione
diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare, su cui investire perché
l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo .
La “rottamazione” ed il rinnovamento deve essere concretizzati non sull’età
anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato, alle comunità di ogni
livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri
nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nell’economia, ma nel
sociale, e nell’educazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel
saper vivere, nell’assistenza a chi ha veramente bisogno, per cui l’Italia,
con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può
ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle
singole realtà territoriali, diverse ma sempre comunque unite sotto
un’unica Bandiera.
Nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati opportunamente programmati
incontri formativi di dibattito sulla gestione rispettosa della Legalità dello
Stato, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica a
livello locale come nella dimensione centrale.
Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione –
cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio
dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti,
responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo
dell’educazione – la forza di sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani,
su un nuovo Rinascimento morale, culturale e socio-economico, per
riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la
Costituzione repubblicana conferisce loro, in termini di doveri e di diritti
fondamentali.
Grazie al sacrificio estremo di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone, delle
loro scorte e dei tanti i “martiri della legalità repubblicana”. Il Vostro esempio
ci sia di guida per il futuro!
