CORPUS DOMINI – (22 giugno 2025)

“Non è per restare nel ciborio d’oro che Gesù discende ogni giorno dal cielo, ma
per trovare un altro cielo che gli è infinitamente più caro del primo: il cielo
dell’anima nostra, fatta a immagine sua, il tempio vivo dell’adorabile Trinità” (fonte:
pensieri di Santa Teresa di Lisieux). Un ostensorio che cammina… che si guarda
intorno… che guarda verso l’alto… che guarda verso l’altro… e ci invita a guardare
prima dentro se stessi. In questi giorni si celebra il Corpus Domini, ma stiamo
attenti a non nascondere troppo il mistero nelle cerimonie tradizionali nelle
devozioni personali. Perché è un mistero che deve camminare nella vita e nella
storia. “…Io sono il PANE disceso dal cielo…… fate questo in memoria in me…”,
cioè: siate ME con la vostra vita nella vita. E’ il “mistero della nostra fede”, ma un
“mistero” pieno di luce che illumina il creato spesso così ferito e sofferente. Se
andiamo in processione ricordiamo che noi siamo l’ostensorio della presenza di
Dio. Noi siamo la processione della bellezza che deve far cantare la città e le sue

strade. Noi dobbiamo rivestire di civiltà nuova gli abiti vecchi della disonestà e
scorrettezza. Noi siamo il “Corpo di Cristo=la Chiesa” che deve alimentare con il
lievito della carità=Agape il mondo che abbiamo ricevuto in dono. La nostra vita si
trasformi in “ostia e vino”, dono gradito a Dio. Gradito perché si santifica
santificando. Fa di me, o Signore, uno strumento di civiltà nuova. E che questo
desiderio=preghiera si trasformi in mani operose che costruiscono le strade per
l’arrivo del Regno di Dio.

don Gianni Carparelli

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