Domenica In Albis – Divina provvidenza/misericordia – 27 Aprile

“Dives in misericordia”, il 30 novembre di 35 anni fa, Giovanni Paolo II, scriveva per la Chiesa questa lettera. Siamo arricchiti della misericordia di Dio, come la esperimentiamo in Gesù e con Gesù, e nello stesso tempo siamo invitati a essere ricchi di misericordia verso gli altri. La celebrazione da lui voluta per questa domenica nell’ottava di Pasqua ci dice che la Resurrezione la si vive proprio vivendo la misericordia. Il mondo così frantumato potrà ritrovare il suo sogno iniziale di unità, se ci impegniamo ad amare così come siamo amati dal Signore, volto di Dio.

Davanti al dipinto di Marc Chagall, la Misericordia: “Un giorno, io lo so, mi raccoglierai”, mi sono sentito come avvolto dal mistero di “D-O” (Chagall era di origine ebraica-russa), ma non da qualcosa che non capivo e che faceva viaggiare la mia immaginazione, ma proprio immerso in qualcosa di profondo e affascinante. Non potevo toccarlo o vederlo, ma lo sentivo avvolgermi tutto e quasi invitarmi a nuotare nel meraviglioso ignoto. Sentirsi come abbracciati da qualcosa di grande che ti ama nel rispetto e anche sentirsi invitati a vivere la vita abbracciando nel rispetto e nell’amore generoso tutto quello che ci circonda. Arricchiti e ricchi di misericordia. Il creato, lo vediamo, ha bisogno di risorgere, tutto e tutti indistintamente, ma il cammino pellegrinante verso la “dimora di Dio” non è costellato di firme e trattati, ma di persone che si rinnovano come se uscissimo dalle tombe della sofferenza e della morte. Che siamo credenti o no, praticanti o no, non credo importi tanto. Quello che importa è camminare “Dives in misericordia

don Gianni Carparelli
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