La lettera di don Augusto Mascagna di saluto alla
parrocchia di Orte e alla diocesi di Civita Castellana, al
momento della nomina a vescovo di Pistoia e Pescia.
“Surrexit Christus, spes mea: è risorto Cristo, speranza mia.
È l’augurio più bello che desidero rivolgervi in questo
momento”.

Stefano Stefanini

Orte – Civita Castellana – Newtuscia – Con gioioso stupore la comunita’ parrocchiale
di Orte e quella diocesana hanno accolto l’annuncio del vescovo di Civita
Castellana mons. Marco Salvi della nomina a vescovo di Pistoia e Pescia di don
Augusto Mascagna.
La lettera che il neo vescovo mons. Augusto ha indirizzato subito dopo la nomina
alla comunita’ di appartenenza, a cui ha dedicato la sua cura pastorale riassume
sentimenti profondi e prospettive di rinnovato Servizio alla nuova comunita’ a cui
e’ stato chiamato alla guida come pastore.
Noi abbiamo riscontrato in lui una naturale, spiccata capacita’ di coinvolgimento dei
fideli singoli e della comunita’ nell’annuncio e nella concreta testimonianza
evangelica del Servizio qualificato ai fratelli, specie se deboli ed amarginati.
Allo stile umano e al profilo pastorale, mons. Augusto sottende un naturale bagaglio
spirituale, culturale ed empatico, offerto sinora nel Servizio sacerdotale e che
sicuramente lo assistera’ nella nuova veste episcopale, anche attraverso le
esperienze di parroco e di reponsabile della pastorale familiare e giovanile, gia’
sperimentate nella Diocesi di Civita Castellana.
Personalmente serbero’, con l’amico Vincenzo Cherubini, i contenuti della
Prefazione che don Augusto ci ha Offerto alla ripubblicazione del testo
“Memorie Francescane in Orte” di Alessandro Camilli, che stiamo per
pubblicare per l’Ottavo Centenario della morte di San Francesco.
Riporto di seguito la conclusione della Prefazione di don Augusto:
“Il legame con la spiritualità francescana, custodito nel tempo attraverso istituzioni e
luoghi significativi, continua ancora oggi a rappresentare una fonte viva di
“nutrimento” per la comunità cristiana.Questa pubblicazione si propone, dunque,
non solo come memoria storica, ma come invito a riconoscere nella testimonianza
di Francesco una presenza ancora feconda, capace di nutrire la fede e orientare il
cammino del popolo di Dio.”

Questo il testo della Lettera con la quale don Augusto saluta la diocesi di
Civita Castellana.

Potete immaginare come ho vissuto questi ultimi giorni: “con tremore e gioia
grande”, come le donne che corsero al sepolcro, lo trovarono vuoto e
sperimentarono insieme la paura di una tragedia e la gioia per qualcosa di inatteso
che apriva strade nuove. Sono stati giorni in cui ho sentito davvero “il vento dello
Spirito abbattersi impetuoso”, la vita prendere fuoco e il terremoto di un
cambiamento profondo, di una novità mai entrata nei miei progetti.
Ho avvertito la mia indegnità, le mie incapacità, le mie debolezze. E anche la
tentazione di dire: “Signore, allontanati da me, che sono un peccatore”… ma un
peccatore perdonato! Poi, ho guardato alla mia vita e mi sono reso conto di aver
sempre detto di SI alle proposte che il Signore mi ha fatto attraverso i miei superiori
e le persone che ho cercato di servire.
“Signore, sulla tua parola getterò le mie reti” , perché da quando ho conosciuto Te
la mia vita è cresciuta nella profondità delle relazioni, nell’intensità delle emozioni e
in quella “vita in abbondanza” che solo Tu sai donare.
La vita qualche volta ti fa chiudere porte e aprire strade più grandi… e in
questo momento, il primo pensiero è per S. Santità Leone XIV, pellegrino di
pace, che ha voluto affidarmi questo ministero, mai richiesto e mai atteso, ma
che accolgo con tutto l’impegno.
E poi ci siete voi, fratelli e sorelle, il mio pensiero e la mia vita, la mia famiglia,
la mia comunità, la mia Chiesa. I fratelli preti con cui sono cresciuto, la mia
vita.
Sono fiero di essere figlio di questa terra a metà tra la grande città e la
provincia, che sa vivere questa appartenenza, senza separazione l’una
dall’altra.
Provinciali, di paese, legati alle nostre tradizioni su cui si fonda la nostra
fede, ma capaci di guardare alla città per nutrirci di Spirito, di cultura, di arte,
di relazioni autentiche e di apertura al mondo.
Potremmo dire che i cristiani delle nostre terre amano il campanile del paese e
guardano al colonnato di San Pietro; si nutrono delle nostre tradizioni e
amano immergersi nella grande Tradizione della Chiesa, quella con la T
maiuscola.
Radici forti e cuore aperto. Sono figlio vostro, e i figli quando lasciano la casa
paterna devono aver chiaro quello che hanno ricevuto. Ed io sono grato,
innanzitutto, ai miei vescovi. Da Mons. Rosina ho ricevuto la formazione di
seminario e l’ordinazione presbiterale; da Mons. Zadi ho ricevuto il valore della
fraternità e della comunione diocesana in una fede semplice ma sempre presente;
da Mons. Rossi ho avuto la paternità spirituale in seminario, la bellezza della

radicalità del Vangelo, l’amore per la chiesa ed un esempio di dedizione
qualificata per il popolo di Dio a cui bisogna sempre dare il meglio; da Mons. Salvi
ho avuto la fiducia di continuare il mio ministero.
Sono grato a tutto il popolo di Dio di questa diocesi che ho servito,
soprattutto, nelle parrocchie di Civita Castellana, di Anguillara Sabazia, di
Rignano Flaminio ed ora di Orte. Quanta grazia di Dio ho ricevuto da voi!
L’esperienza di essere Chiesa, di crescere come comunità e la paternità messa a
servizio di questo popolo sono stati il pane quotidiano con cui mi avete nutrito.
Questa nomina avviene tra due date che mi radicano a doppio filo alla mia terra. Il
21 aprile è la ricorrenza della morte di mio padre… la storia, la mia famiglia,
Caprarola.
E il 18 aprile è stata la ricorrenza dell’ordinazione sacerdotale del Servo di Dio don
Pier Luigi Quatrini… la fede, il cammino fatto insieme e Lui, che dal cielo, continua
in cordata questo cammino di fraternità.
Ed ora? Bisogna ripartire…dall’età di 11 anni sto sempre con la valigia in mano,
pellegrino dietro a Cristo, Speranza mia. Ed ora Pistoia e Pescia, un’avventura
alla sequela di Gesù Cristo. Passo dalle nocchie e dalle castagne ai vivai e ai fiori;
dai laghi della nostra terra al fiume Arno, dalle colline di questa pianura falisca ai
2300 metri dell’Abetone.
Questa la geografia. La storia è la storia di due diocesi unite “in persona Episcopi”;
storia dell’arte bellissima, chiese e monumenti e la voglia di continuare a
camminare dietro a Gesù Cristo.
La grammatica e la sintassi sono quelli della fede in Gesù Cristo, della Chiesa
e delle sue comunità parrocchiali, della voglia di creare comunità con i più
poveri, coi giovani, i ragazzi e le famiglie. Il vocabolario è fatto di parole
profonde e intense come quelle della S. Scrittura; il vocabolario fa rima con
fraternità di compagni di viaggio a cui “arde il cuore” per la voglia
dicamminare col Signore, e, ancora, fa rima con disponibilità, accoglienza,
poveri e Chiesa. Il resto ce lo metterà il Signore e Lui “ha giurato e non si
pente”.
Vi chiedo di accompagnarmi con la vostra preghiera, invocando i nostri santi
protettori: la beata Cecilia Eusepi, che ritroverò a Pistoia, dove trascorse alcuni
mesi della sua vita tra le Mantellate a Quarrata, il Servo di Dio don Pier Luigi
Quatrini e, con filiale affidamento, la Madonna ‘ad Rupes’, sempre Madre, sotto il
cui sguardo materno desidero porre questo nuovo cammino.
Civita Castellana, 20 Aprile 2026 + don Augusto,Vescovo

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