Il 20 aprile sara’ ricordato mons. DANTE BERNINI:

vescovo e uomo di Pace testimoniata e laboriosamente promossa.
Mons. Dante Bernini luminoso uomo di pace in questi tenebrosi giorni di
guerra. Il 20 aprile verra’ ricordato il vescovo viterbese testimone di pace.

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – L’invito è stato proposto da don Gianni Carparelli: il
20 aprilie verra’ ricordato Mons. Dante Bernini, un sincero promotore di Pace.
E’ doveroso ricordare Don Dante, vescovo ad Albano, nostro conuterraneo,
nato e scomparso a La Quercia il 27 settembre 2019. Fede e scienza
trovavano in lui una culla piena di vita.
Lunedi 20 aprile , ci incontreremo a La Quercia, presso il giardinetto a lui
dedicato per un breve momento di riflessione e ricordi tra amici e persone
grate per avere avuto don Dante come guida e maestro. Se un sacerdote con
la sua vita non ci ricorda in qualche modo Gesù Cristo, vuol dire che
dobbiamo cambiare strada. Don Dante non ha mai dovuto cambiarla ”.
Mons. Dante Bernini luminoso uomo di pace in questi tenebrosi giorni di
guerra. Il 20 aprile verra’ ricordato il vescovo viterbese testimone di pace.
L’invito di don Gianni și avvicina il compleanno di don Dante Bernini,
già Vescovo ad Albano, nato il 20 aprile 1922 a La Quercia e qui
deceduto il 27 settembre 2019.
Sacerdote, professore di scienze e matematica, Vescovo
stimatissimo non solo in Italia. Morto nel 2019 a La Quercia. E’
stato presidente della “Commissione Giustizia e Pace” della CEI

(Commissione Episcopale Italiana) e membro della “COMECE”
(Commissione dei Vescovi della Comunità Europea), promotore di
molte iniziative a favore di persone disagiate anche in Africa
(Burkina Faso, Sierra Leone, Sudan).

Don Gianni Carparelli lo ricorda cosi’: Per tanti a Viterbo era
l’amico aperto e intelligente che sapeva ascoltare e guidare nella
vita. Soprattutto come assistente della FUCI era un mito e un
fratello maggiore ed ha lasciato un segno indelebile in tanti.
Noi amici, alunni e ammiratori, non riusciamo a non sentirlo ancora
una guida nella vita. Il 19 domenica alle 10:00 lo ricorderemo nella
santa Liturgia a Castel d’Asso.

Questo incontro non sia solo un incontro, ma un momento per
vivere nella memoria e nella vita i cammini vissuti e insegnati da un
maestro di vita e di fede come don Dante. Ci si augura di uscire dal
“Giardino della Pace” arricchiti di sentimenti di PACE che poi
possano fiorire e venire seminati ovunque.

I messaggi di Papa Leone, come quello regalatoci l’11 di aprile
scorso durante la “Veglia per la Pace”, che forse avrete seguito in
Televisione, sono di una limpidezza che don Dante avrebbe
applaudito e condiviso. Perché don Dante non solo pregava per la
PACE, ma la viveva diventando lui stesso la “mano di Dio” che la
seminava e la coltivava come suggerito dal Papa.
La Chiesa ha bisogno di persone come Don Dante ed altri: Don
Tonino Bello, don Luigi Bettazzi suoi amici e collaboratori e tanti altri
che sparsi silenziosi nel mondo stanno costruendo il Regno di Dio
“… et portae inferi non praevalebunt”. Il male non trionferà (Mt
16:18) perché la “Pace… disarmata e disarmante” (Papa Leone)
farà crollare le barriere dell’odio e della ingiustizia. Noi ci crediamo,
lo speriamo e ci diamo da fare perché quello che recitiamo nella
preghiera diventi il nostro stile di vita.

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