6 di gennaio, EPIFANIA, Chiusura dell’Anno Giubilare

La Befana… e si pensava, una volta, ai regali. Non entro in merito alla origine di questa festa. Mi fermo alla tradizione più tradizionale e simpatica, almeno fino a quando eravamo più semplici e meno corrosi dal mercato. Cosa possiamo regalare al Signore? Ha tutto… di calici, vestiti, ornamenti… cappelle d’oro… non ne ha bisogno. Ne abbiamo bisogno noi, per far girare l’economia e sentirci: “donatori doc”. M non leggiamo nella lettera agli Ebrei: “… tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo mi hai preparato… ecco io vengo…per fare o Dio, la tua volontà”? (Eb 10:5-7).
Nella preghiera dell’ Offertorio diciamo di offrire: “… i frutti della terra e del lavoro umano…”, cioè offriamo la nostra vita e la nostra storia. Noi siamo il dono gradito a Dio. Ma quando è gradito?… E’ gradito quando diventiamo come Gesù, il figlio prediletto. Noi siamo offerta con una vita che sia degna di Dio. Chi fa offerte preziose con una vita disonesta sta facendo una scena disgustosa. Il cristianesimo è invece diventa un cammino di vita verso una vita migliore. Non solo un andare in Chiesa, ma vivere come se noi fossimo il tempio di Dio, tabernacolo della sua presenza. Epifania? Parola greca che vuol dire: (festa) dell’apparizione… dove noi rendiamo visibile nel nostro “vivere” la presenza della “Giustizia” di Cristo. Signore aiutami a diventare una persona nuova, risorta. Fa’ di me il più bel regalo per te… e per gli altri. Io sono il tuo oro, il tuo incenso, la tua mirra.
( Francesco da Rimini, 1370)
don Gianni Carparelli
Condividi