ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE – Domenica 14 Settembre 2025
Numeri 21,4b-9; Salmo 77 (78); Filippési 2,6-11; Giovanni 3,13-17
BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA 15 Settembre 2025
Ebrei 5,7-9; Salmo 30 (31); Giovanni 19,25-27
Dalla Croce di Gesù e Maria al Corpo glorioso
- Dio è presente e operante nella storia: si trova motivo per rimproverarlo per i mali del mondo. Come il popolo ebraico si rimpiangono le molte schiavitù: «Qui non c’è né pane né acqua e questo cibo è leggero». È mancanza di ideali; è morte della speranza per l’edificazione di una storia di salvezza.
È la notte del pensiero sui valori di morte e resurrezione. In Adamo è stata rifiutata la possibilità di passare, senza il dolore della morte, da questo corpo mortale ad un corpo glorioso simile al corpo di Gesù Risorto.
Per grazia «non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura». La morte si rende necessaria per abbandonare un corpo mortale, prezzo del peccato del mondo e per assumerne uno glorioso. Anche Gesù ha avuto bisogno di perdere i valori di un corpo fragile per assumere valori immortali di un corpo glorioso.
Siamo pronti per assumere, oltre la morte, un corpo risorto e glorioso?
- «Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, diventando simile agli uomini, dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Non ritenne un privilegio l’essere come Dio»,ma«svuotò se stesso assumendo una condizione di servo».
Non sempre si riconosce la bontà e la cura che Dio ha per la persona umana e si realizzano progetti che non corrispondono ai progetti di Dio errando “per malo obietto o per troppo o per poco di vigore”.
La risposta di Dio al peccatore non è di condanna: «Dio ha mandato il Figlio nel mondo non per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Il Figlio «divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono».
«Maria stava sotto la Croce»: si associa a Gesù sua Madre, fedele nel dolore e nell’attesa della resurrezione, capace di prendersi cura e ritenere figli perfino coloro che avevano gridato “Crocifiggilo”.
Gesù «disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio! Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». Maria accetta Giovanni come figlio: «E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé». Giovanni le è fedele insieme a chi ascolta il suo invito di Madre di ogni sofferente.
«Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra ed ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre».
“O Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la croce del tuo Figlio con sua Madre, a lui unita nel dolore, fa’ che la tua Chiesa, resa, con lei, partecipe della passione di Cristo, giunga alla gloria della risurrezione”.
